Rubrica donne in azione

La rubrica “Donne in azione” nasce per le Donne, mamme e non mamme, che vogliono raccontare la loro esperienza: una svolta, la voglia di rinascita, le soluzioni per riuscire a conciliare maternità e lavoro!

Storie di successi quotidiani che possano essere stimolanti per altre Donne che in questo periodo sono alla ricerca di se stesse

Cristina Giancaspro

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Ciao Monica, sono Cristina e il mio percorso è sempre stato tracciato lungo la mia strada. Dopo la laurea magistrale in Marketing all’Università di Bari sono stata subito messa davanti a un bivio. Anzi, forse le strade da intraprendere erano anche più di due. Eh sì perché la mia generazione, quella laureati nella piena crisi economica, ha dovuto faticare il doppio.

Intorno a me vedevo colleghi e amici che mettevano da parte il loro titolo di studio per rifugiarsi nei call-center oppure li vedevo lasciare la loro terra per cercare un contratto migliore di quello che potevano proporti qui le aziende del sud.

Io ho deciso che avrei lottato con le unghie e con i denti per restare in Puglia, coltivando il mio sogno: fare quello per cui avevo studiato. Senza lasciare la mia famiglia e il mio ragazzo, che invece qui in Puglia aveva un buon contratto, in una buona azienda.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

La mia è stata una decisione folle: se vuoi fare il marketing vero e lavorare ai livelli più alti, la soluzione è quella di andare a Milano, dove si fa pubblicità e dove hai più chance di giocartela. Eppure sono rimasta qui e ho cercato di tracciarmi la mia strada con l’unica possibilità che avevo: ho aperto PI a 27 anni perché non mi sarei abbassata a nessun contrattino di collaborazione, stage non retribuito o lavoro a progetto.

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Io sono freelace. E l’esserlo è una condizione che sento mia in ogni parte del mio corpo. L’esperienza aiuta a saperti destreggiare in mille situazioni: dal rapporto con un cliente che si sente più furbo di te, alla gestione completamente autonoma della tua agenda e giornata lavorativa.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

No, l’essere donna non ha condizionato la mia carriera. Ma il diventare madre l’ha condizionata tantissimo. Andrea, il mio primo bambino, è nato a 30 settimane, quando avevo trovato un ottimo equilibrio lavorativo. Un equilibrio che ho dovuto buttare all’aria perché avevo altre priorità e perché l’Italia è un Paese in cui il gender gap è immenso. Mi sono fermata e poi mi sono rialzata da sola, dopo che Andrea aveva compiuto un anno. Mi sono lanciata partendo dai contatti e dalle relazioni che avevo lasciato.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Ho trovato un equilibrio perfetto quando ci siamo trasferiti nella nuova casa. Sono riuscita a ritagliarmi uno studio: una stanza tutta per me che ho curato in ogni parte. Dal mio balcone vedo il mare, chiudo la porta e mi immergo nella mia realtà. Quando sono rimasta incinta di Matteo non ho permesso nessun rallentamento della mia attività. Certo, la sua gravidanza è stata bellissima a differenza della prima, ma non mi sono rinchiusa in nessuna bolla. Anzi, ho spinto ancora di più. Ho usato il periodo della “maternità” – che per noi freelance è comunque un eufemismo – per realizzare il mio sito e seguire dei corsi di formazione.

  • Come confermi la tua scelta?

Confermo la mia scelta ogni giorno. Quando vedo quegli stessi coetanei che sono ancora nei call-center, che aspettano il concorso per insegnare (perché il posto fisso statale è sempre un mantra da seguire qui), che vivono al nord ma combattono ogni giorno con la lontananza dalla loro famiglia d’origine. Confermo la mia scelta quando i miei bambini sono a casa e per loro posso essere presente, con tutte le difficoltà del caso perché questo implica lavorare la sera fino a tardi.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Ogni singola difficoltà l’ho dovuta trasformare in opportunità. Dalla crisi economica, nell’anno della mia laurea, fino alle mie gravidanze. Mio padre – militare in pensione – continua a inviarmi annunci di concorsi per l’Agenzia delle Entrate o per la Banca d’Italia. Io faccio marketing. Ragiono in ottica strategica da quando la mia professoressa di economia aziendale pronunciò questa parola.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

No, non posso indicarti una donna in particolare però posso dirti che ogni singola cliente, ogni singolo progetto mi ha lasciato qualcosa nel cuore. Sono abituata a rapportarmi con donne diverse e da ciascuna di loro apprendo qualcosa: il carisma nel gestire un’attività imprenditoriale, la creatività e la dolcezza dell’essere artigiane, la voglia di mettersi in gioco.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

La mia vita professionale e la mia vita personale sono da sempre connesse: ho scelto di restare in Puglia per non vivere un amore a distanza. Oggi io e mio marito siamo insieme da 20 anni. I miei bambini hanno segnato tantissimo il mio percorso professionale e lo dico in senso positivo; mi hanno insegnato la resilienza e mi hanno dato la motivazione per rimettermi in gioco dopo la loro nascita. Insomma: la tranquillità e la stabilità che ho a casa, mi hanno permesso di evolvermi e maturare.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Sarò dura: nessuno verrà a bussare alla vostra porta per darvi quella chance, per prendervi per mano e accompagnarvi dolcemente verso la strada più profittevole per voi. Se siete in un momento di stallo, prendetevi il vostro tempo per staccare la spina. Chiedete aiuto e non abbiate paura di farvi guidare. Poi, tirate un bel respiro e iniziate a far viaggiare i vostri neuroni molto più velocemente di prima. Createvi le opportunità: contattate quella persona con cui vorreste allearvi per dar vita a un progetto. Ho scoperto che l’unione, quella fatta di cooperazione e supporto è uno dei lati più belli dell’essere freelance. Oggi ho tantissime amiche sparse in tutta Italia e credimi, sono molte di più di quelle che avrei potuto avere se avessi scelto di lavorare in un call-center!

CRISTINA | STRATEGIST (@bricioledicri) • Foto e video di Instagram

CHI SONO – Cristina Giancaspro

 

 

 

 

Mir Serena

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Eccoci, allora partiamo dal fatto che per chi è multipotenziale come me, si aprono un sacco di risposte per ognuna delle attività in cui sono coinvolta: sono CEO di una compagnia di comunicazione e tecnologia, sono mamma, sono vocal coach. Forse solo cosi prende senso il progetto che ho deciso di far partire su Instagram proprio sulla multipotenzialità: volevo abbracciasse le mie diverse anime lavorative e personali e potesse aiutare altre persone in situazioni simili a sentirsi meno sole offrendo qualche tool che era venuto utile a me. E insieme si creasse dialogo e consapevolezza su questa modalità cosi diffusa eppure cosi taciuta.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Erano molti anni che stavo pensando a un mio progetto personale ma al contempo di ampio respiro. Ho provato di tutto, se penso a quanti file e cartelle e appunti che ho con scritto “mio progetto”: cercavo il contenuto, il contenitore, le modalità, il canale… ed era solo confusione perchè volevo che parlasse di tutto: non riuscivo a scegliere. Durante il lockdown mi sono fermata per la prima volta dopo anni e tutta ha avuto senso: sono multipotenziale e volevo parlare di quello e non solo ciò permetteva di tenere dentro tutte le mie passioni in maniera coerente.

In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Sarà banale, ma facendo e ripetendomi: “progress, not perfection”. Di natura sono una gran perfezionista e questa cosa mi ha spesso bloccato dal realizzare ciò che volevo perchè alla ricerca della perfezione, mi bloccavo prima e la maggioranza delle cose non vedevano la luce. Negli ultimi anni in ogni ambito mi sono data obiettivi diversi: creare in continuazione ed essere completamente me stessa in ogni passaggio. Questa seconda cosa è stata parecchio difficile perchè non mi ero mai davvero ritrovata in questa situazione, ma allo stesso tempo il mio sprone continuo, ciò che mi motiva e fa in modo che il metro di giudizio finale e iniziale siano sempre i miei valori profondi e non qualcosa che proviene dall’esterno.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Se parliamo del mio lavoro nell’ambito tecnologico, si. Con un distinguo molto forte, ahimè. Le differenze le ho percepite parecchio in Italia e difficilmente in ambito internazionale dove sono sempre stata giudicata dal mio valore sul campo. Spesso ho avuto l’impressione di dover lavorare il doppio per dimostrare ciò che stavo già facendo.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Credo il segreto sia proprio ragionare in termini non solo di tempo, ma di focus ed energia e assestamento degli ambiti. Ciò richiede un continuo self-monitoring e rivalutazione… ma ne vale la pena! Odio il multitasking, se devo scrivere o leggere di qualcosa di importante, voglio concentrazione.  Anche se gioco con mia figlia, voglio che quel tempo sia esclusivo per noi. Per arrivare a ciò, cerco di avere una strutturazione ogni giorno e sui giorni della settimana che tenga anche conto di parecchie aree libere, di creatività e relax.  Non avviene tutto sempre come vorrei (ovviamente!) per cui la flessibilità è chiave (e avere tanti piani B) ma devo dire che si puo trovare la quadra!

  • Come confermi la tua scelta?

I risultati danno un metro oggettivo e quantificabile di quello che sto facendo, ma il giudizio ultimo sono la soddisfazione e l’allineamento coi miei valori perchè sono ciò che mi fa andare avanti. MI tengo sempre la possibilità di cambiare idea e fare altro. E per ora ognuno dei cambiamenti è stato vincente, quindi cambierò ancora e non vedo l’ora.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Non amo parlare delle mie difficoltà per una questione di rispetto soprattutto delle persone coinvolte, ma per me il 2018 è stato un baratro.

Se vi mandassi una foto stentereste a riconoscermi: mi è crollato addosso tutto. Famiglia, salute, lavoro. Ho avuto veramente l’impressione di aver perso tutto e che non mi sarei mai rialzata, con in più una bimba piccola di un mese di cui dovermi occupare.

E’ stata lunga e dura, e mai mi sarei immaginata di essere dove sono ora e soprattutto di ritrovare il sorriso.

Tante mie insicurezze e limitazioni sono state spazzate via dalla voglia di costruire e di non ricadere mai più in una situazione del genere. Sono molto diversa ora e ho più strumenti e una diversa concezione di me e ciò che posso affrontare.

Quello che accade e non dipende da noi, non possiamo evitarlo, possiamo trarne lezioni positive e aiutare altri in situazioni similari, prendendoci tutto il tempo che serve perchè questa consapevolezza sedimenta e arriva solo con il passare del tempo.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Devo essere sincera che le donne che mi motivano di più non sono quelle dalle carriere strepitose e star di calibro internazionale che qualche volta mi è magari capitato di incrociare, ma donne come me che costruiscono dalle loro passioni, lottando con se stesse e i condizionamenti esterni, mentre sono mamme, mogli, donne, figlie, sorelle o quello che vogliono essere e mentre rivestono tanti ruoli ma senza mai smettere di essere fedeli a se stesse e oneste e generose nei confronti altrui. Grazie al progetto sulla multipotenzialità su Instagram ne sto incontrando parecchie ed è bellissimo il confronto, fonte di continua e sincera motivazione, ed è veramente facile fare rete… una rete solida e inclusiva allo stesso tempo.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Un profondo amore per la conoscenza pura ed estesa con un’intensa voglia di imparare di tutto di più, divorarlo e non limitarsi mai nei collegamenti e nelle possibilità e nell’ampiezza di argomenti. Una ricerca dei metodi e modalità con cui si può migliorarsi e crescere, comunicare queste scoperte nel modo più efficace possibile agli altri perchè possano trovarne ispirazione e giovamento.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Di non ascoltare nessuno (tanto meno me,) perchè ognuna di noi è unica, ha il proprio percorso, i propri bilanciamenti… e gli altri non pagano le conseguenze delle nostre scelte, nè beneficiano quanto noi. Di sognare in grande e di non smettere di appassionarsi mai, rimanendo curiose, autentiche e uniche.

 

 

 

Emanuela Angiolillo

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Ciao e grazie per avermi invitata a partecipare alla tua intervista!

Sono Emanuela, ho 35 anni e sono di Asti. Fin da piccola le mie due più grandi passioni sono state viaggiare e la moda. Per questo ho studiato lingue al liceo e poi mi sono laureata in Design Industriale per la Moda al Politecnico di Milano. Subito dopo la laurea, ho iniziato a lavorare in una grande azienda di moda italiana come designer e sono rimasta lì per 12 lunghi anni. Anni in cui mi sono successe moltissime cose, molte di queste particolarmente dolorose, sia a livello personale/famigliare che fisico/di salute. Anni in cui sono cresciuta tanto e che mi hanno permesso di vedere il mondo da un punto di vista completamente diverso in cui la soddisfazione personale e la qualità della vita erano i punti fondamentali.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Ero arrivata ad un periodo di totale stallo personale. Non stavo bene fisicamente e emotivamente. Non ero più felice della mia vita e di come la stavo conducendo. Mi sono letteralmente resa conto che la vita è una e bisogna viverla nel migliore dei modi possibili! Ho detto basta. Basta al lavoro di ufficio 8 ore al giorno, basta agli interminabili viaggi quotidiani in macchina in mezzo al traffico. Basta ad un lavoro che, purtroppo, non mi dava più soddisfazioni e stimoli. Ho mollato tutto e mi sono reinventata, cercando di seguire le mie passioni, per avere una vita qualitativamente per me migliore.Come ho detto prima, adoro viaggiare ed esplorare e da anni portavo avanti un progetto di travel blogging sui social (@life.is.wanderlust). I social mi piacevano parecchio e mi avrebbero potuto dare la possibilità di lavorare in mobilità, con un pc e un cellulare, da qualsiasi luogo volessi.  Mi sono iscritta a un Master in Comunicazione, Digital Marketing e Social Media e mi sono rimessa a studiare. E da lì mi sono poi reinventata come Social Media Manager & Content Creator, abbinando la mia passione per il digitale e le competenze di Design del mio precedente lavoro.

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

La paura di mollare il ‘porto sicuro’ c’era. Ed era tanta! Io non ho più la mamma da 10 anni, ho un fratello che vive lontano e sono costretta a camminare sulle mie gambe e ad essere indipendente al 100%. Questo mi frenava molto…lo ammetto.

Ma il mio compagno mi ha fatto credere in me stessa e mi ha supportato molto in questo processo di cambiamento e di rinascita. La mia determinazione e la mia forza di volontà hanno fatto il resto.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Devo essere sincera, per fortuna no. Lavoravo nella moda ed è un mondo prettamente femminile. Ora lavoro sui social e online e ho volutamente deciso di rivolgere i miei servizi ad un target soprattutto femminile. Proprio perché vorrei aiutare tutte quelle ragazze/donne che si trovano nella mia stessa situazione. Tutte quelle persone che hanno delle passioni e vorrebbero trasformarle in un lavoro, utilizzando il potere del web e dei media.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Bhe, lavorando da casa, ho molto più tempo libero e riesco ad avere una flessibilità di orari che mi aiuta molto nella gestione della casa e della mia vita personale. Non ho figli per cui non ho particolari obblighi. Il mio compagno lavora full time ma siamo riusciti a trovare orari e giorni liberi in cui riusciamo a viaggiare insieme e fare quello che ci piace!

  • Come confermi la tua scelta?

Non tornerei MAI indietro alla vita di prima. Ovvio, con il mio lavoro non si ha mai la sicurezza di avere uno stipendio fisso ogni mese ma la possibilità di poter viaggiare e lavorare insieme, di gestirmi il mio lavoro e di guadagnare per me stessa non ha prezzo! E rinunciare a qualche ‘comodità’ o a qualche cena fuori non mi pesa assolutamente, anzi!

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Sicuramente non ho avuto una vita semplice. Tutt’altro. Da ogni problema o difficoltà ho cercato sempre di tirare fuori qualche insegnamento e di accettare il negativo come via per capire cose che, altrimenti, non avrei mai compreso. Sicuramente, se non avessi vissuto determinate esperienze, non sarei qui ora. Orgogliosa e contenta della vita che sto conducendo!

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Mia madre in primis. La sua forza d’animo, il suo ottimismo verso la Vita mi hanno insegnato tanto e mi hanno resa ciò che sono oggi.La mia psicologa che mi ha aiutato a ricostruirmi e a sorridere alla vita. E poi tante persone conosciute sui social con il mio blog di viaggi che, con la condivisone delle loro storie di vita, mi hanno ispirata molto e mi hanno aperto gli occhi.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Certo! Ho unito il mio amore per i viaggi, le mie solide competenze grafiche/di design e la mia passione per il mondo della comunicazione online per potermi costruire una vita che mi faccia stare bene e che mi renda soddisfatta e realizzata. In questo modo posso continuare a viaggiare (quando voglio), lavorare da un pc e dare sfogo alla mia creatività attraverso la grafica e la comunicazione visiva.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Il consiglio che vorrei dare a tutte le donne è di mirare ad essere realizzate professionalmente e personalmente. Di essere soddisfatte della propria vita e di non accontentarsi MAI, tantomeno di pensare di ‘non riuscirci’.La cosa più importante che bisogna avere in mano per fare grandi cambiamenti è una strategia. Un progetto chiaro e preciso che ci porti dove vogliamo andare. Se si ha una strategia, il resto verrà da sé! Con tanta passione, tanto impegno e tanta pazienza si può realizzare (quasi) qualsiasi cosa. Nessuno dice che sia facile, anzi! Bisogna rinunciare a parecchie cose, adattarsi alle situazioni ed essere iper flessibili ma se si vuole davvero qualcosa…io credo che il modo per ottenerla lo si trovi sempre!

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Bloomie | Social Media Manager | Emanuela Angiolillo | Asti

 

 

Susy Cortese

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Sono susy, ho 30 anni e sono nata con la Labiopalatoschisi; ho sofferto di bullismo ma da li ho capito che le parole degli altri non potevano togliermi le forze ed ho messo tutta la mia energia sul lavoro e sui miei progetti personali. (ho comprato una casa a 19 anni, ho vissuto a Londra un anno, e sono entrata a 20 anni nel mondo del lavoro. A 26 mi son sposata e a 29 ho avuto il mio primo bimbo. Insomma, sono una donna con un sacco di piani per la vita. Ho sempre amato il mondo dei social, volevo farne una professione ma per motivi economici non ho potuto. Quest’anno, qualcosa è scattato e ho deciso che ero io padrona del mio futuro; ho deciso che volevo essere una risorsa e non un “peso” aziendale, quindi, dopo 10 anni di lavoro come dipendente, a Giugno del 2020 mi sono licenziata (sono pazza lo so) per perseguire il sogno di diventare una social media manager.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Amavo il mondo social da molto tempo, nel 2013 ho fatto le primissime campagne per una pagina social di un amico.Nel Settembre 2019, ho iniziato a dare voce alla mia voglia di lavorare nei social, il mio lavoro attuale non mi piaceva più; quando il mio bimbo aveva solo 2 mesi, mi sono lanciata ed ho iniziato a studiare per diventare smm (che in realtà non lo diventi solo con lo studio, ci vuole esperienza sul campo e fatica ma certamente inizi ad aprirti la strada)

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Sbattendoci la testa. Giuro, finchè non ti lanci e non ti rendi conto che ce la puoi fare, rimarrai sempre bloccata nella tua comfort zone

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Assolutament si! Nel mio precedente impiego ero l’unica donna, praticamente avere l’utero in quel lavoro, ti faceva passare per la donna soprammobile che doveva sempre stare zitta. Ma io non ero affatto il tipo… infatti, appena tornata dalla maternità, mi han fatto capire che per me non c’era più posto. (ero scomoda perché mi facevo il mazzo e a certi dava fastidio)

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Onestamente? Lo sto ancora cercando, specialmente avendo da poco cambiato lavoro

  • Come confermi la tua scelta?

Non esiste mai l’ansia da lunedì

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Bella domanda…. Il giudizio degli altri, l’ho trasformato in “hey, ti dimostro che io sono molto di più delle tue stupide parole” Quindi, la paura in rivincita!

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Assolutamente si!

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Assolutamente si. Il mio lavoro mi piace perché è dinamico come me, ogni progetto/cliente è una sfida nuova e io adoro uscire dalla mia comfort zone

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Lanciatevi e tirate fuori la cazzimma.Le donne hanno molta determinazione, devono solo trovare qualcuno/a che sappia tirare fuori il loro coraggio e distribuirlo nella giusta direzione.Il resto, con un pizzico di coraggio, vien da sé. Credo nel destino e credo nelle sconfitte come arma per rinascere ancora più forte.

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Monica Reviglio

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Il mio percorso è iniziato circa 10 anni fa quando un caro amico mi ha parlato del primo corso di pnl che avrebbe tenuto la moglie nei mesi successivi, un corso sulla comunicazione, incuriosita ed entusiasta di sperimentare dal vivo ciò che avevo iniziato a studiare da sola. La mia motivazione iniziale era quella della crescita personale, ma già dalle prime lezioni e soprattutto dallo sperimentare in famiglia quanto appreso settimanalmente, ho capito le potenzialità: cambiando il mio dialogo, il mio atteggiamento cambiava la “risposta” dell’altro.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Proseguendo nella formazione ho avuto l’occasione di aiutare un amico sportivo utilizzando sul campo da gioco le tecniche di pnl e di coaching, sia per favorire la concentrazione che migliorare il dialogo interiore. Vedendo il risultati e i cambiamenti ottenuti anche in famiglia mi sono appassionata all’idea di poter aiutare gli altri con tecniche pratiche, veloci.

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Il superare le difficoltà e soprattutto le convinzioni limitanti credo sia un lavoro costante su di sé, quasi giornaliero…come pettinarsi i capelli.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

L’essere donna da un lato mi ha aiutato nel capire le problematiche e le dinamiche familiari, dall’altro mi ha un po’ limitato anche perché desideravo seguire completamente mia figlia.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

L’equilibrio tra vita personale e lavorativa l’ho trovato ponendo dei paletti e dei limiti orari da non oltrepassare se non in casi di estrema urgenza. Alternando dei momenti esclusivi dedicati a mia figlia al lavoro

  • Come confermi la tua scelta?

Confermo la mia scelta con l’approfondimento, lo studio…e soprattutto con l’entusiasmo.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

La mia spiccata sensibilità che spesso in passato mi è pesata è diventata un ottimo alleato per capire gli altri, mettendosi nei loro panni.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Ci sono state diverse donne che sono diventate fonte di ispirazione per me: in primis due mie trainer che mi hanno saputo dare l’entusiasmo di sperimentare e di condividere con gli altri quanto appreso.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Il filo conduttore della mia vita privata e professionale è stato il miglioramento della comunicazione con se stessi e in famiglia e sono diventati due dei corsi che tengo.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Il consiglio che mi sento di dare alle donne che mi stanno leggendo è di amare prima di tutto se stesse, dedicarsi del tempo per poter amare ancora di più gli altri.

https://www.instagram.com/monicareviglio.coach/

https://www.facebook.com/Monica-Reviglio-coaching-468080633662157/

Bruna Ulliers

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Sono Bruna, mi occupo di strategie di comunicazione social. In altre parole penso, progetto e disegno contenuti che, sfruttando il potere dei colori, delle immagini e delle parole, sono capaci di raccontare l’identità, l’unicità e l’emotività della storia professionale (che spesso si fonde con quella personale) delle persone che scelgono di affidarsi a me.

Sono anche mamma di Diego, 7 anni ed Emma, 3.

La mia più grande passione, sin da quando sono piccola, è lo sport. A questa nel corso degli anni, si è aggiunta quella per il diritto. Alla domanda “cosa vuoi fare da grande?” mi sono sempre immaginata come Perry Mason, ma sui miei inseparabili pattini rosa.

Il mio background lavorativo è un misto tra la mia formazione, legale, e le mie passioni, sport e comunicazione. A 24 anni, dopo la laurea in legge e la specializzazione in diritto sportivo, pensavo di aver trovato il lavoro dei miei sogni.  Ho lavorato per otto anni negli uffici legali di alcune società sportive, occupandomi di contratti e sponsor.

Il lavoro mi piaceva, molto. Ho messo sempre tanta passione in quello che facevo. Sono sempre andata in ufficio col sorriso, nonostante spesso il mio essere donna, in un mondo prettamente maschile, come quello del calcio, mi abbia precluso non poche opportunità.

Ma la vita è strana e trova sempre il modo di sorprenderci. In una fredda mattina invernale, tutto è cambiato. Due linee rosa preannunciavano che da lì a qualche mese sarebbe arrivato Diego. Pianti di gioia ma anche tanta preoccupazione per un contratto di lavoro che non sapevo più se sarebbe stato confermato.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

La nascita di Diego ha portato anche tanta voglia di cambiamento.

Volevo avere la possibilità di stare con mio figlio e vederlo crescere, senza essere obbligata a lasciarlo tutto il giorno ad una baby sitter e senza dover per forza rinunciare al mio lavoro.Le gioie e i dolori della maternità mi sono piombati addosso quando, ad una settimana dal parto, sono tornata in ufficio e mi ha accolto la ragazza che mi avrebbe sostituito. Il mio contratto di lavoro, dopo la nascita di mio figlio non venne più rinnovato. Mi sono trovata a 28 anni con un figlio piccolo, un marito lontano per lavoro e senza una sicurezza economica che fino a quel momento mi aveva permesso di contribuire attivamente al bilancio familiare.

Mi sono rimboccata le maniche e ho iniziato a chiamare tutte le società sportive che conoscevo proponendo di lavorare, spesso gratis o sottopagata, come freelance nella gestione degli sponsor e dei contratti. Non è stato facile e spesso il mio lavoro veniva sminuito. Nonostante le difficoltà iniziavo però a capire che ero sulla strada giusta. Essere freelance mi dava la possibilità di scegliere con chi e come lavorare, senza dover dar conto a qualcuno, senza dover fingere sorrisi o valori che non sentivo miei. In una mattina di febbraio ho ricevuto una chiamata dal responsabile marketing della società di calcio che, qualche anno prima, non mi aveva rinnovato il contratto “perché con un bambino piccolo poi…”.

Mi veniva proposta una collaborazione, da freelance, all’interno dell’ufficio marketing e comunicazione.

Per me era un mondo nuovo, quasi totalmente inesplorato, che però mi attirava tantissimo. Così accettai. Ho iniziato a scoprire un mondo a cui, di giorno in giorno, mi appassionavo sempre di più.

Il fatto di non essere più vincolata a degli orari rigidi mi ha permesso di investire del tempo nella formazione. Corsi, seminari e master in social media marketing hanno accompagnato i nove mesi della mia seconda gravidanza. Studiavo la sera (spesso la notte) e lavoravo di giorno, cercando di mettere in pratica tutte le nozioni che imparavo. Quella collaborazione, nata per caso, mi ha fatto prendere coscienza di cosa volevo fare e di chi volevo essere. 

In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Non è sempre stato facile. Essere freelance, agli inizi, con due bambini da gestire, mi preoccupava molto. L’idea di non avere una entrata fissa ogni mese, mi ha tolto molte ore di sonno.

Moltissime persone intorno a me, non capivano la mia scelta e criticavano, spesso anche con cattiveria, la mia scelta di non voler accettare un posto fisso che mi avrebbe garantito, a loro dire, non solo una sicurezza economica maggiore ma anche una maggiore stabilità in termini di orari e giorni di lavoro.

Io sono figlia di due piccoli imprenditori, che hanno abbandonato il posto fisso, per inseguire un sogno. E ci sono riusciti, con discreto successo.

Mia madre, ha sempre lavorato moltissimo, eppure se penso a me da bambina, me la ricordo sempre molto presente. Scuola, compleanni, gare. Lei o mio padre c’erano sempre. Pur non avendo loro un lavoro da dipendente non mi è mai mancato nulla, e ho goduto della loro costante presenza in tutti i momenti per me importanti.

Confrontandomi con loro, sono riuscita a capire che dando il giusto peso a tutto, stabilendo bene le priorità e dicendo qualche “no” in più, tutto sarebbe andato per il verso giusto.

Mi sono data un periodo di prova. Un lasso di tempo in cui valutare i pro e i contro della mia scelta, che alla fine di tutto si è rivelata quella vincente per me.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Assolutamente sì. Essere donna, spesso per i miei datori di lavoro, significava essere meno competente, meno affidabile, meno precisa…meno. In moltissime occasioni il mio lavoro è stato sminuito. È capitato che il lavoro di mesi, fatto esclusivamente da me, fosse poi firmato dal mio superiore maschio e spacciato per suo.

Essere donna non è per forza sinonimo di madre e moglie. Ci sono donne che non vogliono avere figli, non vogliono sposarsi. Eppure spesso questo aspetto non viene considerato, quindi se sei donna, sicuramente diventerai madre, prima o poi e quindi creerai dei disagi. “Il posto per cui hai lavorato tanto è meglio se lo diamo a lui, che è uomo e che non si assenterà per questioni familiari”. Quante volte ho sentito questa frase.

L’essere donna mi ha condizionato nel non poter avere le stesse possibilità dei miei colleghi uomini, nel vedere il mio lavoro sminuito perché arrivava da una donna, nel non venir presa in considerazione in alcune proposte perché da donna non potevo capire certi aspetti del mio lavoro.

Mi ha condizionato perché la scelta di diventare madre ha “ostacolato” la mia carriera. “Sei madre e quindi non riesci a gestire la mole di lavoro che c’è qui” mi è stato detto. Non mi è stata concessa la libertà di scegliere.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Scegliendo autonomamente con chi lavorare e con quali tempistiche. Rispettando sempre (o quasi) le priorità che mi sono data. Non imponendomi di essere presente sempre per tutti, ma solo per le persone che credo lo meritino, sia in ambito lavorativo che familiare.Rispettando i miei tempi sono più serena, meno nervosa e questo si ripercuote anche sul benessere della mia famiglia.

  • Come confermi la tua scelta?

Ci hanno cresciuto con l’idea che la scelta più giusta in ambito lavorativo sia il posto fisso. Un contratto a tempo indeterminato, con orari fissi e un buon stipendio. Ma il confronto quotidiano con persone sempre diverse, che condividono i nostri stessi valori, la nostra stessa visione, la creatività che esplode in tutti gli appuntamenti, la passione e la serenità che scaturisce dal poter scegliere con chi e come lavorare non potranno mai sostituire la sicurezza di un lavoro “tradizionale”.

L’empatia ed i rapporti umani che si creano con tutte le collaborazioni lavorative mi confermano ogni giorno che questa è la strada giusta per me.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

In un momento delicato come il post parto, in cui le persone che mi circondavano sembravano tutte realizzate dal punto di vista professionale, io mi sono sentita persa. Tutte le mie sicurezze sono svanite nel giro di pochi giorni. Mi sono sentita inadatta, incompetente, una delusione per chi fino a quel momento mi aveva sempre sostenuto.

Questo momento di profonda insoddisfazione mi ha però aperto le porte ad una grande opportunità. Quella di provare a iniziare da capo, ascoltandomi veramente. Libera dai “progetti di vita” che altri avevano programmato per me.

Ri-cominciare sapendo a grandi linee gli errori da non commettere, sapendo bene o male cosa evitare e potendo contare sull’aiuto di tanti validi professionisti è la più grande opportunità che mi sia stata data fino ad ora.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Mia madre prima di tutte. Mia madre ha deciso di lavorare avendo la possibilità di stare a casa e godersi solo la famiglia. Mia madre è una lavoratrice instancabile, che mette attenzione e passione in tutto quello che fa. Mia madre che come me è sempre guidata da un approccio umano-centrico.

Tre delle mie migliori amiche, che, nonostante le difficoltà incontrate nel dover gestire la maternità e dei contratti per lo più inesistenti, i pianti notturni dettati dall’insoddisfazione o da un senso di inadeguatezza inculcatogli da altri, hanno lottato e lottano con i denti per non dover rinunciare al proprio lavoro, che amano con tutto il cuore, rimanendo delle ottime madri.

Veronica, che madre non lo è e non lo vuole essere, ed ha trasformato il suo innegabile talento, in un brand che l’ha portata ad essere fornitrice della stessa azienda che cinque anni fa le ha negato la promozione a direttrice dell’ufficio acquisti preferendole un suo collega maschio preso dal reparto crediti.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Conciliare lavoro e vita privata è una vera sfida, trovare un equilibrio tra noi e tutto il resto non è sempre cosa facile.

Lavorando nello sport, mi è capitato spesso di dover lavorare nel fine settimana e di dover incastrare gli impegni lavorativi con i compiti, i compleanni, i giochi o le attività dei miei figli.

 Se per un verso è gratificante avere la possibilità di gestire in autonomia la propria agenda professionale, dall’altro può risultare complicato far combaciare i pezzi del puzzle includendo anche la sfera privata. C’è il rischio di perdersi tra sensi di colpa e stress.

Il mio equilibrio, nonché il filo conduttore della mia vita, privata e professionale, l’ho scovato guardandomi bene allo specchio e ripartendo da me. Mi sono concentrata sulla qualità; del tempo, degli obiettivi e dei risultati.

Tempo, persone e servizi di qualità per rimanere in equilibrio e far coesistere famiglia e lavoro, lasciando anche del tempo libero da dedicare al mio benessere. Il tutto condito da una buona dose di empatia ed indulgenza, così da limitare inutili conflitti interiori.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Perseverare. Se credi di aver trovato la strada giusta per te, persevera.

Se ne senti il bisogno, fermati e scegli con cura i tuoi obiettivi e le tue priorità. Poi riparti. Nessuno ti conosce meglio di te stessa. Non arrenderti, le difficoltà ci sono e ci saranno sempre, ma, credimi, c’è sempre una soluzione. Datti il tempo di trovare la tua e combatti per il tuo sogno.

Essere felice ed appagata, senza cadere nella trappola della ricerca continua dell’approvazione altrui, è il miglior regalo che tu possa fare, a te e a chi ti circonda.

Il mio consiglio è questo: fai il grande passo e credici. Sii sempre te stesso, dimostra la tua essenza, e fai ciò che ti rende felice.

Non omologarti al volere altrui. Investi in te stessa e non sprecherai mai tempo.

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Valentina Porro

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Bella domanda, innanzitutto voglio sottolineare che quando penso al mio “percorso” non intendo solo lavorativo ma anche di crescita personale in quanto alla base della mia carriera c’è stato un cambiamento di mindset che mi ha portato dove sono ora.Il mio percorso è iniziato più o meno 10 anni fa con una di quelle “wake up call” che ti cambia la vita. Difatti sino ai 24 anni ho condotto una vita “normale”, studiando con l’obiettivo di trovare un lavoro vicino a casa ed essere a posto per il resto della mia vita. Quell’anno però i il mio modo di pensare e di vedere la vita è cambiato completamente a causa di una tragedia che miha toccato in prima persona.

Da quel momento ho iniziato ad indagare cosa volessi farne davvero di questa vita che potrebbe esserti portata via da un giorno all’altro. E così, dopo qualche anno di ricerca interiore, nel 2013 ho mollato il lavoro fisso in Italia e sono partita per un training come receptionist per Hilton a San Diego con un visto di sei mesi. Nei miei sogni pensavo a quanto sarebbe stato bello trasferirmi in California ma non avevo mai  compiuto azioni reali che mi aiutassero a raggiungere il mio obiettivo. Non avevo ben chiaro cosa volevo fare nella vita, non sono una di quelle persone che è cresciuta con una passione in particolare! La verità è che ho iniziato a lavorare in hotel perché il training in USA che avevo trovato era in hotel!

Durante questa esperienza ho conosciuto mio marito che anche lui era a San Diego a fare un training. Alla fine dei nostri visti nell’estate 2014 siamo tornati in Europa in quanto non era possibile rinnovarli, ci siamo sposati a maggio 2015 e siamo ripartiti per San Diego a giugno 2015 con un’offerta di lavoro da parte dell’ex capo di mio marito.

Arrivata a San Diego ho ricominciato a lavorare in hotel. Questa volta, mi ero detta, voglio fare uno step più in là e provare a diventare Sales Coordinator. Dopo un anno in questa posizione, ho cambiato hotel e sono salita di posizione e così ho fatto per i successivi 3 anni sino a diventare Sales Manager e Event Manager.

Durante la mia carriera in hotel però sentivo che mancava qualcosa, da sempre sapevo avrei aperto un business ma la chiarezza di cosa è arrivata quell’anno. In hotel mi occupavo di eventi da 50 persone a 1000, conferenze, matrimoni, fundraisers, gala, proms. Ogni volta che dovevo gestire un matrimonio ci mettevo il 300% e andavo ben oltre le aspettative. E così è nata la mia passione: ho aperto una compagnia di wedding planning che tutt’ora è attiva ed in crescita (Covid a parte!).

Arriviamo al 2020, Covid, tanto tempo libero e la nascita di Empowered Babes una pagina di empowerment femminile i cui contenuti sono basati sul mio percorso e sul drastico cambiamento di mindset che ho fatto nel corso degli anni e che mi sta permettendo di costruirmi una vita alle ie condizioni.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Si è formata perché voglio riuscire a vivere la vita alle mie condizioni, facendo cose di cui sono appassionata e che mi portano soddisfazione economica e mentale.

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Trasformando i miei pensieri limitanti e i preconcetti che ci impone la società, in benzina per la mia crescita, mai perdendo d’occhio l’obiettivo finale e sacrificando tante cose tra cui la stabilità e la comfort zone.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Si e no: il “no” è dovuto alla cultura lavorativa del paese in cui vivo che è molto più meritocratico rispetto all’Italia quando si parla di donne. Si, nel senso che essere donna mi ha condizionato a impegnarmi al 300% quando ho aperto la mia attività, per dimostrare che l’imprenditoria non è solo per i maschi!

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Io e mio marito siamo un vero e proprio team e ci supportiamo al 200%. Una delle cose basilari per me è sempre stato scegliere di sposare una persona che avesse la mia stessa mentalità con cui creare un grande progetto di vita insieme che fosse basato sugli stessi valori.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Tutte si può dire? Ogni difficoltà che ho incontrato: la tragedia, lo spostarmi in un paese nuovo lasciando la famiglia, non conoscere bene la lingua, integrarmi in una cultura lavorativa lontana anni luce da quella italiana, lasciare il lavoro per aprire il mio business, vivere nell’insicurezza dei visti lavorativi.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Tante, dalle mie mentor di wedding planning che mi hanno letteralmente fatta crescere alle tante expat che hanno avuto bene o male le stesse difficoltà mie.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Due cose importanti:

Smettetela di farvi condizionare da ciò che la società, gli amici, la TV, la famiglia che non vi supporta vi dice e incominciate a pensare a cosa voi volete, costruitevi una corazza e andate dritte verso il vostro obiettivo. La vita è una sola, potresti letteralmente non esserci più domani. Stai vivendo la vita che desideri?

C’è una frase che Tony Robbins ha ripetuto tante volte durante il suo training di qualche mese fa: Non sono le cose che ti capitano che condizionano la tua vita ma e come interpreti le cose che ti capitano che creano la tua storia. Quanto è vero. Ci sono così tante persone più sfortunate di noi che però sono molto più felici; il motivo è che hanno consapevolmente deciso di adottare un mindset che le supportasse e che gli facesse prendere ciò che c’era di positivo nella situazione in cui si trovavano e hanno usato le difficoltà come sfide per fare di più per la loro felicità!

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Stefania Giannicolo

  • Ciao, parlami di te… come hai iniziato il tuo percorso? Da quale motivazione competenza sei partita?

Tutto è iniziato nel 2012 quando ho deciso che avrei voluto sviluppare una mia attività online, il mondo digitale e social erano in espansione e io ne ho visto una opportunità. Il vero punto di svolta, l’ho avuto più di un anno fa, rendendomi conto che il lavoro che stavo svolgendo in quel momento non era soddisfacente per me, sentivo sprecate le mie capacità e competenze che avevo acquisito negli anni.

  • Come si è sviluppata in te l’idea di fare ciò che stai facendo?

Credo una serie di coincidenze. Negli anni sono andata avanti a leggere libri su come sviluppare strategie per i social, come creare campagne di advertising e in concomitanza, continuavo a testare, quello che studiavo. Il mio scopo era mettere a frutto quello che stavo imparando, per creare un business. L’ultimo test è stato Vinum Italica (pagina dedicata al settore vinicolo) che sta andato molto bene, grazie ad essa, le persone hanno iniziato a chiedermi consigli su come sfruttare i social per il proprio business.

  • In che modo hai superato delle difficoltà o delle convinzioni che ti limitavano?

Grazie al supporto di persone a me molto care, che mi hanno ripetuto continuamente: “Se non ci provi, non saprai mai se potrai farcela” aggiunto ad un gran desiderio di voler cambiare e sentirmi appagata e soddisfatta di quello che stavo facendo.

  • L’essere donna ti ha condizionato nel lavoro/carriera?

Per ben 24 anni non ho mai avuto problemi, ho svolto mansioni di rilievo, dove avrei potuto avere problemi a causa della predominanza maschile, ma ho sempre fatto in modo di farmi rispettare. Purtroppo qualche anno fa, ho avuto il dispiacere di incontrare un Business Manager maschilista e non solo, me ne sono dovuta andare a causa delle vessazioni subite.

  • Come hai trovato un equilibrio tra vita lavorativa e personale?

Sono una persona che dona molto al lavoro, ma negli anni ho imparato che bisogna dedicare tempo e spazio a se stessi e a chi ami. Bisogna imparare ad ascoltarsi e quando il tuo fisico lo richiede, fermarsi.

  • Come confermi la tua scelta?

Credo che le conferme che sto ricevendo, mi stanno indicando che la via è quella corretta, senza contare che sono felice, dormo e sono molto più serena anche nella mia vita personale.

  • Quali difficoltà hai trasformato in opportunità?

Purtroppo il ricordo delle vessazioni subite, non è lontano. A causa di quello che è successo ho avuto un crollo e sono dovuta rimanere a casa per riprendere in mano la mia vita. Con il passare del tempo, ovviamente, io stavo meglio e ho sfruttato quel tempo per studiare, certificarmi e capire quale era la mia strada, che pian piano sto pianificando.

  • Ci sono delle donne che hai incontrato nel tuo percorso e sono diventate per te fonte d’ispirazione?

Per me ogni donna che cerca di raggiungere i propri obiettivi, qualunque essi siano, è fonte di ispirazione.

  • Riesci a trovare dei fili conduttori nella tua vita professionale e personale?

Quello che sto cercando di creare è l’intreccio tra le competenze che ho acquisito e che continuerò ad acquisire e le mie capacità intrinseche, mettendole a disposizione di chi ha bisogno di essere aiutato per i propri obiettivi.

  • Tante donne ti stanno leggendo che consiglio ti senti di offrire?

Non dimenticatevi mai di voi e di volervi bene. Ricordatevi che gli unici limiti, ce li poniamo noi e che se si vuole raggiungere un obiettivo, bisogna metterci impegno.

https://www.instagram.com/stefaniagiannicolo/

 

 

Lamia Salah

Sono Lamia, Marketing & Quality manager e assistente del direttore in un hotel 5* nel Sud Sardegna.

Sono mamma di 2 bambini di 3 e 6 anni e moglie di Claudio, sardo Doc!

I miei leitmotiv sono “essere mamma senza annullarsi” e “tempo qualitativo con i bambini”.

Perché “senza annullarsi”? Semplicemente perché mi è stato ripetuto mille volte che avrei dovuto mollare tutto alla nascita della prima bimba, che non avrei più potuto lavorare in un settore così impegnativo come il mondo alberghiero. Eppure… ce l’ho fatta! Ce la faccio.

Ma come? Avrei dovuto rinunciare a tutto solo perché sono diventata mamma? Avrei dovuto rinunciare a quello che mi rende una donna compiuta, appagata, felice di svegliarsi ogni mattina per andare al lavoro?

Ho sempre voluto lavorare nel mondo del turismo. Essere in contatto con la gente mi rende molto felice. Rendere la loro esperienza di vacanza indimenticabile è qualcosa di incredibilmente appassionante.

La mia carriera ha avuto degli alti e dei bassi in quanto sono arrivata a gestire fino a 17 hotel per poi ritrovarmi a gestire un solo hotel per questioni di riorganizzazione interne. Sono poi ritornata nel 2015 ad una super promozione con la gestione del marketing e dello sviluppo di ben  15 hotel di lusso del Sud Europa tra la Grecia, Israele e l’Italia. Un’avventura fantastica durata 8 mesi.

Ho sempre dedicata tanta passione al mio lavoro e non è mai stata la mia intenzione arrendermi e rinunciare perché sono diventata mamma. E perché avrei dovuto? Perché sono spesso le donne a “sacrificarsi” per motivi finanziari, moltivi di guardia dei bimbi ecc…

Lo confesso ci sono stati momenti difficili, momenti in cui mi sono sentita persa (soprattutto il primo anno quando mi sono ritrovata sola dopo 1 mese ½ trascorso con l’aiuto di mia mamma alla nascita della prima bimba). Ma mi sono data una mossa, ho ripreso a camminare, ho letto tanti libri sull’educazione dei bimbi, ho frequentato tante altre mamme. Mi sono organizzata per poter rientrare al lavoro in tutta serenità, affidando la bimba ad un nido molto bello con una persona che ti trasmette totale fiducia. Il primo anno, avevo le ore di allattamento ma continuavo a svolgere il mio lavoro sempre in modo professionale.

OR-GA-NI-ZZA-ZIONE è la parola d’ordine della nostra vita. Turni di lavoro di mio marito diversi, babysitter, nidi, campi estivi, morning routine efficace, planning settimanale dei pasti ecc… E’ tutto quello che spiego sul mio profilo Instagrama @lamia.workingmama

Attraverso questo lavoro, ho realizzato la mia passione, il mio sogno (di lavorare nel turismo dai miei 15 anni, già con la testa sulle spalle!).

Non lo avrei abbandonato per niente al mondo.

So che al mio rientro a casa, i miei bambini ritrovano una mamma felice, appagata, che dedicherà loro del tempo di qualità, senza tv, senza cellulari, con tante attività manuali e giochi divertenti.

Amore e tempo qualitativo, una mamma serena e dei bimbi felici (il Metodo Danese)

 

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https://www.mammaallaprova.it/crescere-bambini-felici-il-metodo-danese/

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Francesca Serra

Sono Francesca e lavoro come Architetto e Arredatrice d’interni. Da piccola passavo intere estati a disegnare i personaggi dei fumetti della Disney e i manga, non avevo mai amato invece il disegno tecnico e le ore di educazione tecnica alle medie. Come molti altri della mia generazione, fui indirizzata dai miei familiari a scegliere un indirizzo di Scuola Superiore diverso dal Liceo Artistico perché “con quello non si trova lavoro” e, in quel periodo, mi arresi ai consigli dei miei familiari e dei miei professori.

Al momento di iscrivermi all’Università mi presi un anno sabbatico per scegliere bene il percorso: Accademia di Belle Arti, Scuola di Fumetto, Istituto di Moda… poi tra mille indecisioni, mi iscrissi ad Architettura pensando di dirigermi verso il lavoro creativo dei miei sogni e credendo fosse più facile trovare lavoro. Parallelamente mi comprai un cavalletto e iniziai a dipingere ad olio da autodidatta.

Con molta determinazione imparai ad amare il disegno tecnico, terminai il percorso di studi, superai subito l’esame di stato e iniziai diverse collaborazioni con gli studi di Architettura. Venni presto sommersa da montagne di burocrazia inutile, scadenze serrate, risvolti economici non proprio appaganti. La parte creativa del lavoro era ridotta ai minimi termini. Passavo ore e ore al computer a “tirare linee”.

Leggendo questa mia insoddisfazione, mio marito mi regalò per il mio compleanno delle lezioni di Pittura ad olio presso un Accademia di Belle Arti, fui seguita per la prima volta da un maestro e sentii una gioia indescrivibile mentre dipingevo.

Il punto di svolta è avvenuto con la mia gravidanza: ho avuto un periodo estremamente creativo, sentivo che ero parte di questo atto di creazione meraviglioso e, al tempo stesso, sentivo un estremo impulso a continuare a “creare”, avevo mille idee, mille spunti su cui lavorare. Comprai una tavoletta grafica e aprii un blog “Di Verde e d’Azzurro” per scrivere di maternità, pubblicare illustrazioni e libri per bambini. Mi iscrissi anche ad un corso sulla Letteratura per l’infanzia tenuto da una scrittrice presso una nota libreria per bambini di Torino da cui sono scaturiti 3 libri che tengo nel cassetto e che un giorno vorrei pubblicare.

Il periodo successivo al parto è stato molto duro perché non avevo il supporto di nessuno, mio marito lavorava tutto il giorno. Dovetti abbandonare le pubblicazioni e sospendere temporaneamente il blog. Pian piano che mia figlia cresceva, ritornai al mio lavoro part-time di arredatrice d’interni e ricominciai a disegnare, stavolta senza tavoletta grafica. Decisi di riscoprire le tecniche manuali e approfondii la tecnica dell’acquerello. Ultimamente mi sono iscritta a diversi corsi di Illustrazione e ho deciso di continuare su questo ambito.  Devo dire che la soddisfazione di toccare la carta per acquerello, maneggiare i colori e i pennelli, vedere il risultato dal vero e non su di uno schermo, mi appaga molto di più. Non so ancora come si evolverà questa passione ma sento che sto andando nella direzione giusta: ho una pagina instagram “francesca.serra.artist” dove sto pubblicando i miei lavori e sto ricevendo diversi apprezzamenti. Anche i miei amici e conoscenti hanno avuto modo di vedere questa parte di me e molti mi hanno scritto che non pensavano che fossi così brava a disegnare. In effetti, la vita da libera professionista non mi lasciava spazio per coltivare questa mia passione e così ben pochi conoscevano questa parte di Francesca, forse la principale.

Un consiglio: non negate voi stesse. Ci hanno cresciute col mito del lavoro fisso e unico per tutta la vita: medico, avvocato, architetto, ecc. In realtà noi donne siamo molto più complesse, abbiamo tante sfaccettature, dovremmo cercare di apprezzarle tutte invece di imporci un “vestito” che magari ci sta stretto. Faremo sempre mille peripezie per trovare un equilibrio tra lavoro e bambini perché questa società non è pronta e non so se lo sarà mai, ma almeno saremo felici di quello che facciamo e avremo realizzato appieno noi stesse.

https://www.instagram.com/francesca.serra.artist

https://www.facebook.com/diverdeedazzurro/

Giulia Borzumati

Sono Giulia, Job&Life Coach originaria di Genova.
Ora vivo a Milano, ma il percorso per arrivare qui è stato tutt’altro che indolore!
Mi sono trasferita per studiare Comunicazione in università, e dopo qualche anno in cui la mia relazione con Milano è stata rose e fiori, ho cominciato a stare male nei posti che prima amavo.

Sono stata la più giovane del Master che ho frequentato dopo la Laurea, ho bruciato tutte le tappe e mi sono ritrovata a fare stage sottopagati in una città che ormai detestavo, chiusa in un appartamentino da 35 mq. Nonostante avessi amici e fossi appoggiata dal mio ragazzo, con cui tutt’ora convivo, ho iniziato a stare male. Non mi ascoltavo, non ascoltavo le mie necessità, e continuavo a spingere per “arrivare”, ma arrivare dove, poi? Ero convinta di dover divenire una Manager stellare, un Capo che sbraita ordini e prende decisioni importanti dall’alba al tramonto.

Tutto è cambiato quando, chiusa nel bagno dell’ufficio, ho avuto un infarto: per lo meno, credevo fosse quello, e invece era solo il primo di altri attacchi di panico. Dopo qualche tempo, mi sono resa conto che non riuscivo a guardarmi nemmeno allo specchio. Ho perso 15 chili in poco più di un mese, il mio corpo era allo stremo. È stato in quel momento che mi sono detta due cose:

1: Il lavoro non è più importante della mia salute;
2: Deve esistere un altro modo.

Sono tornata a Genova, e ci sono rimasta per tre anni, a cercare di seguire le mie inclinazioni. Da sempre amo scrivere, amo tutto ciò che è il racconto di una storia, dalla chiacchierata al bar fino al film o telefilm più premiato. Sono una lettrice accanita, il che mi ha aiutato molto nella pratica della scrittura. Ho finito di scrivere il mio primo romanzo, pubblicato poi nel 2018, e negli anni successivi (anche oggi!) mi sono dedicata ad una saga fantasy in attesa di pubblicazione.

Ho così aperto la Partita IVA: bene, ero una Copywriter! Con il tempo sono divenuta Consulente della Comunicazione per le aziende a tutto tondo, ma c’era ancora qualcosa che non andava. Ero felice, sì, ma non appagata, soprattutto dal punto di vista finanziario. Il perché, l’ho capito solo da un anno: non credevo davvero nel mio lavoro.

Grazie ad alcuni collaboratori, ho scoperto il mondo del Coaching: non uno psicologo, non un amico, ma un vero allenatore in possesso di strumenti profondi, pratici, utili. Qualcosa si è illuminato, e riuscivo a vedere l’inizio del mio cammino: sono sempre stata una persona “diversa”, con aspirazioni diverse da quelle degli altri, sin da bambina. Il mio sogno infantile? Comprare una grande casa in riva al mare.
I miei giochi? Scrivere racconti per bambini (quello sì che è stato un flop!).

Così, mi sono certificata come Coach. Ho un sito nuovo fatto da me, ho conosciuto persone meravigliose e, finalmente, so che ce la posso fare con le mie sole forze. La mia missione è aiutare le persone a realizzare il lavoro dei propri sogni per vivere una vita illuminata, e illuminare così quella degli altri.

Ora sono tornata a Milano, vivo con l’uomo della mia vita (che non pensavo avrei mai scovato), ho pochissimi amici, ma sinceri e veri, a cui devo tutto: perché tutti si salvano da soli, e tutti hanno bisogno di qualcuno. Non si dice forse che viviamo di contraddizioni?

Seguimi su:

@giulia.borzumati: https://www.instagram.com/giulia.borzumati/

Elisa Lattuca

Ciao sono Elisa, ho 41 anni e vivo in Provincia di Padova; sono spostata con Luca e mamma di Laura, una carinissima ragazzina di 14 anni. Sono una consulente d’immagine e aiuto mio marito con la sua attività, una scuderia automobilistica.

Ho alle spalle una formazione di tipo artistico, diplomata al liceo artistico ed in seguito ho conseguito un diploma specialistico di tecnico del restauro di affreschi e materiale lapideo, grazie ad un corso triennale frequentato a Venezia.

La mia carriera lavorativa, nel corso degli anni ha subito diverse svolte dandomi grandi scossoni, ora non mi sento di avere ancora raggiunto il traguardo ma di avere finalmente intrapreso la giusta strada.

Ho esercitato per molti anni nel campo del restauro, sfortunatamente poi, problemi di salute mi hanno praticamente obbligata a considerare e vagliare nuove alternative e possibilità.

Inizialmente non è stato semplice perchè non avendo altre esperienze lavorative, conoscenze specifiche ed una bimba piccola da seguire, mi sono ritrovata a fare scelte sbagliate ritrovandomi poi infelice e totalmente inadeguata in ruoli che non mi appartenevano. Un po’ per gioco e sicuramente quasi per caso, mi sono avvicinata a questo nuovo aspetto dell’arte, dei colori, inglobando anche il mio grande amore per la moda. Sono diventata inzialmente outfitter per un portale di shopping online, e li’ è sbocciato definitivamente l’amore per questo affascinante mondo, ho avuto l’opportunità di conoscere diverse consulenti già affermate ed ho capito che era quello che desideravo fare. Ho quindi iniziato la mia nuova formazione fatta di numerosi corsi. Lo facevo nel mio tempo libero, la sera, nei week-end e in ogni secondo libero della mia giornata, avendo mantenuto un’attività part-time come segreteria che mi permetteva di essere autonoma. Con non poche difficoltà, poi, e soprattutto grazie al grande supporto di mio marito, mi sono completamente dedicata a questo che era all’inizio soltanto un sogno ed un bellissimo hobby e che ora si è trasformato in questa che per me è una magica professione.  Crederci è stato fondamentale, soprattutto in certi momenti in cui avrei voluto mollare, ma la mia famiglia era li’ per me, e mi ha insegnato a vedere e focalizzare il sogno concretizzarsi passo dopo passo.

Ora sono una consulente d’immagine, accompagno le persone, principalmente donne, in un percorso di valorizzazione della propria immagine a 360°. Si tratta di individuare colori e forme maggiormente donanti per ognuno di noi, per risultare non solo più belle ma anche più in forma e più giovani. Ed è anche la sensazione di poter essere d’aiuto che mi ha dato la carica per andare avanti nei momenti più duri, mi piace infatti pensare che non si tratti di un lavoro strettamente basato sull’estetica ma che ci sia una sorta di ricerca introspettiva per riscoprirsi da una nuova prospettiva, con nuove consapevolezze e soprattutto con accresciuta stima e fiducia in se stesse. Mi piace lavorare con le donne, per rivederle sorridere e dar loro gli strumenti adatti per amarsi e valorizzarsi al meglio ogni singolo giorno. Infondo, se ti vedi più bella, ti senti più sicura di te stessa, la tua immagine non potrà che trarne beneficio. E questo in ambito professionale è essenziale.

https://www.instagram.com/elisa_lattuca_/

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Emanuela Esposito

Ciao! Mi chiamo Emanuela e sono una graphic designer.

Vivo a Maiori, una piccola città della Costiera Amalfitana, in provincia di Salerno. Sono sempre stata appassionata di arte, ma ho frequentato il Liceo Scientifico.

La mia passione per il graphic design invece è arrivata nell’anno della maturità dove ho scoperto questo nuovo mondo fatto di disegni, progettazione, lettere e colori.

Dopo il liceo ho frequentato un’accademia di arti figurative e digitali specializzandomi in graphic design. Imparando cose nuove giorno dopo giorno, ho scoperto di amare questa disciplina e di volerne fare il mio lavoro.

Finita l’accademia, ho trovato lavoro in una tipografia per iniziare a mettere in pratica tutto quello studiato negli anni. Durante quei mesi ho imparato molto ma ho terminato lo stage con l’amaro in bocca: il proprietario non mi ha rinnovato il contratto perché, secondo lui, non mettevo passione in quello che facevo. E credo che questa affermazione sia di gran lunga più denigrante di “non mi piace il tuo progetto”.

Ma da quella frase ne sono uscita più forte, sia come professionista che come donna.

Ho lavorato anche per delle agenzie di comunicazione ma man mano che il tempo passava mi accorgevo che c’era qualcosa che non andava. Non avevo molto tempo per me e per la mia formazione, i miei progetti venivano sminuiti, alcuni clienti mi rendevano il lavoro impossibile… ma dovevo lavorare. Perché ero agli inizi e perché dovevo fare esperienza. Quest’anno però, ho deciso di dare una svolta alla mia vita lavorativa.

Voglio essere dipendente di me stessa, voglio essere una freelance! Essere libera professionista mi permette di lavorare e di ritagliarmi del tempo prezioso per praticare un hobby o frequentare corsi di formazione. Quando sei freelance puoi lavorare quando vuoi, come vuoi.

Certo, non ho la sicurezza dello stipendio fisso a fine mese, ma ho 25 anni e tutto il tempo per guadagnare clienti. Ci sono periodi in cui ho difficoltà a trovare clienti perché alcune volte, soprattutto dalle mie parti, il mio lavoro non viene considerato tale. Ci sono attività che non considerano fondamentale avere un’identità studiata da un professionista. Capita infatti, che si rivolgano a persone che non sono del settore.

C’è questa “chiusura mentale” a non voler investire nella comunicazione visiva. Ma ormai me ne sono fatta una ragione anche perché ognuno ha diritto a spendere i propri soldi come vuole e infatti, col tempo ho capito che devo puntare a clienti più “grandi”. Clienti preparati ad investire nel loro brand.

Fortunatamente questo tipo di clienti ne ho avuti e mi hanno dato un sacco di soddisfazione perché, dopo anni, collaboriamo ancora. Progettare loghi e identità visive è la parte più stimolante del mio lavoro: una sfida continua per tirar fuori l’idea migliore aiutando un’impresa a risolvere un problema.

Oltre al mio lavoro, realizzo contenuti su Youtube dedicati a tutta la creatività che ci circonda: graphic design, lettering, fai da te e molto altro.

L’obiettivo è quello di ispirare le persone a dar vita a nuove cose.

Se posso esserti utile inviami una mail a info@emanuelaesposito.it o seguimi sui social: Instagram: instagram.com/emanuelaesposito_designer Facebook: https://www.facebook.com/emanuelaespositodesigner/ Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCYTPxpDVRqYEmd1_aYIueVQ?view_as=subscriber

Antonella Giordano

Ciao sono Antonella, fondatrice dell’attività Madreluna, doula coach e naturopata. Ho dedicato gli ultimi 15 anni al sostegno delle donne e madri. Sono una mamma bis, con i piedi ben piantati a terra e la testa e il cuore sulla luna.

Tutto è cominciato da un mio problema di salute.
Verso i miei vent’anni, dopo un periodo all’estero, ho avuto alcuni problemi legati al ciclo mestruale.

Ho dovuto affrontare due anni di amenorrea (assenza di mestruazioni) che sembrava potesse essere curata solo con la pillola, e dopo vari effetti collaterali destabilizzanti, ho iniziato un lungo percorso di conoscenza di me stessa.

Da lì è partita una nuova attenzione al mio corpo e alla mia emotività, che ho capito essere profondamente connessi. Per questo motivo, man mano che “diventavo grande” le mie scelte mi hanno portato ad approfondire gli altri modi di concepire i passaggi della vita delle donne, come ad esempio la maternità, laureandomi in antropologia culturale e poi studiando naturopatia.

Piano piano tutte queste competenze si accumulavano mentre io nel frattempo diventavo madre e scoprivo la potenza ma anche le contraddizioni della maternità.

Ho avuto due parti meravigliosi ma ho attraversato due puerperi “tosti”. Proprio in quello strano periodo ho capito chi ero veramente e cosa volevo fare della mia vita: non volevo più “sopravvivere” ma “vivere”. Si stava delineando sempre di più la mia missione, che bussava al mio cuore con grande forza: aiutare le donne a vivere meglio la loro femminilità intesa come ciclicità, maternità e crescita personale.

Decidere di buttarmi in un mio progetto, che ho chiamato Madreluna, mi entusiasmava e mi faceva molta paura allo stesso tempo. Come avrei potuto conciliare il mio lavoro d’ufficio (che mi garantiva il sostegno economico), la gestione dei figli, la casa, ecc.?

Ho deciso di fare il primo piccolo passo, e poi il secondo e poi il terzo con le sole mie forze…nel frattempo l’attività prendeva sempre più forma e anch’io trovavo il coraggio di essere veramente me stessa.
Non sono certo arrivata e sto ancora camminando verso quella che è la mia meta: trasformare la mia passione al sostegno delle donne in una vera e proprio professione che mi consenta di vivere allineata con la mia missione di vita.

Ogni volta che aiuto una donna sento di aver trovato il mio posto nel mondo e sono infinitamente grata per questa possibilità.

Ammetto che c’è stato un impegno molto grosso dietro a tutto ciò, ma quando senti la “chiamata” non puoi fare a meno di rispondere.

Sito: www.madreluna.it

Fb. Madreluna

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Francesca Caltabiano

Ciao a tutte,onorata di potervi raccontare una parte importantissima della mia vita.

Nel 2007 lascio la manifattura di gioielleria classica perché sempre più capisco che è un mondo che non mi appartiene. Ai tempi i gioielli erano soprattutto prodotti per abbellire le donne, ma dietro le quinte un mondo maschile e molto maschilista.

Io che venivo da un concetto meritocratico americano lavorando come Gemmologa a New York, sbarco in Italia nel 1993 e trovo un mondo di gioielleria super chiuso e, nonostante il mio sforzo di stare sempre nel reparto creativo, vengo sempre presa come commerciale estero, fino ad arrivare alla posizione di Export Manager. Per cui tra un viaggio e l’altro pur di stare nel settore creativo mi invento una posizione speciale, quale persona che decide se le collezioni sono vendibili o no, che mi permette di stare nel reparto creativo….

Ma arriviamo al 2007, io triste, stanca morta per gli spostamenti e per aver seguito un progetto con i diamantai quotati in borsa ad Anversa, crollo.

Bene, che faccio… Aiuto. Non voglio lavorare più nel ruolo commerciale e voglio usare la creatività che era un po’ schiacciata dall’ambiente…

Momento di vera disperazione…. Decido di creare quello che voglio, senza regole, senza marketing, senza packaging senza tutto quello che “sapevo fare”. Entro nel mondo della creatività e nasce la mia prima collezione: RANASCIMENTO- dove la nobildonna raffigurata nelle vecchie 500 lire d’argento bacia il rospo e… il sogno si avvera. Il sogno si avvera proprio… Condivido con altre donne un piccolo e strano negozio a Firenze… Progetto la mia vetrina in plexiglas ed espongo le mie creazioni. Vado dagli orafi fiorentini e non disegno niente ma uso la visualizzazione e la parola. Visualizzando riesco a spiegare in pieno ciò che desidero… Mi rendo conto che io vivo di visualizzazioni e che creo bijoux e gioielli senza che nessuno mi debba censurare… Incredibile, sono libera!!!

Continuando il mio lavoro interiore con questa bellissima parte mia così fragile, invento un nuovo modo di fare gioielleria che diventerà un vero trademark nel 2018.

Nel 2008 nasce Repechage dove i gioielli sono creati insieme alle clienti in un percorso creativo. I monili ritrovati nel cassetto ritornano protagonisti in un nuovo gioiello unico personale e soprattutto denso di memoria.

Grazie a chi ha creduto in me ad oggi ho superato 400 gioielli Repechage. Questo vuol dire che ho conosciuto 400 donne con le quali ho creato un gioiello con i ricordi, i monili del loro passato. Clienti che poi nella, maggior parte dei casi sono diventate amiche

Sono passata da un mondo maschilista a poter lavorare con le donne creativamente… I miei ingredienti: guardarmi dentro, la forza di volontà per perseverare e un pizzico di fortuna!!

Nel 2017 ricevo il premio come migliore creativa di gioielli in Italia dalla rivista americana LUX e nel 2018 come la migliore designer del gioiello su misura … ovvero sia, il io adorato Repechage
!!!

www.francescacaltabiano.com    FB e IG: Francesca_Keka_Caltabiano

 

Emilia Gozza

Ciao mi chiamo Emilia e mi occupo di comunicazione da…sempre!

Dopo un percorso universitario in Psicologia della Comunicazione e un master in Marketing del Made in Italy ho lavorato inizialmente come addetta stampa e relazioni pubbliche a Milano per un’agenzia di comunicazione con clienti settore design e moda. Dopo 2 anni sentivo il desiderio di respirare l’azienda e il processo creativo che sta dietro il prodotto e ho avuto la fortuna di poter entrare in un gruppo leader del settore del design. Gli 8 anni successivi sono stati ricchi di stimoli, esperienze e persone. Nel mio percorso di vita dopo il matrimonio e il primo figlio però è maturata dentro di me una nuova consapevolezza: quella di continuare a crescere professionalmente e come persona.

Ed è stato lì, con un bimbo di un anno, che mi sono rimessa in gioco per iniziare un nuovo percorso nel settore dell’ospitalità. La maternità ha rappresentato la svolta, mi ha dato una forza incredibile, ho pensato di essere realmente in grado di creare bellezza.

Il periodo di fermo dal lavoro, mi ha fatto capire che non sarei stata una mamma a tempo pieno ma che la mia natura di donna lavoratrice e super attiva andava tutelata e alimentata. Ancora di più ho sentito che, se il mio lavoro mi portava lontano dal mio bimbo per 10 ore al giorno allora doveva essere un lavoro fantastico, utile e appagante. Anche l’approccio alla giornata lavorativa è cambiato, quando sai che è importante completare il lavoro in orario ti concentri, eviti ogni distrazione, vai dritta all’obiettivo!

Anche nelle relazioni l’essere mamma mi ha portato maggiore empatia!

Ora sono Marketing e PR manager per un hotel sul lago di Como e sono molto soddisfatta di quello che sono ora. La pandemia in corso mi ha regalato ulteriore spazio per dedicarmi alle mie passioni e fare il punto su me stessa e i miei obiettivi.

Ed è così che è nata: Donna Social, una community di donne che parla alle donne. E’ un vero e proprio salotto dove si interagisce tra amiche sugli argomenti che più ci appassionano: la moda, il design, la bellezza, i viaggi, l’arte, lo sviluppo personale. Il tutto con un forte taglio femminile e una vera interazione.

La solidarietà femminile è innata per me! Non sono mai stata capace di invidiare nessuno, anzi mi piace circondarmi di persone che ne sanno più di me! Penso che le donne hanno ancora molto da conquistare! Parità di stipendio, accesso a ruoli dirigenziali, diritti e possiamo farlo solo facendo squadra, condividendo e unendo le forze! E poi è così bello farlo!

Appuntamento fisso è il tè con la Emy, una chiacchierata per condividere idee, visioni e consigli e promuovere le proprie attività e passioni. Perchè insieme siamo più forti e capire la nostra forza ci rende più sicure e felici!

Vuoi partecipare al tè con la Emy da protagonista? Scrivimi: gozzaemilia@gmail.com

Seguimi su Instagram @donna_social

E ricordati di rimanere sempre sintonizzata con i tuoi sogni.

Emilia

 

Miriam e Fausta

Ciao, siamo Miriam e Fausta, le ragazze di “Una tastiera per due”.

Siamo due giovani e frizzanti ragazze che hanno deciso di cambiare vita e impegnare le loro giornate cercando le migliori combinazioni di parole, in modo da aiutare le aziende e i liberi professionisti a comunicare meglio e nel modo giusto.

Siamo delle copywriter freelance, ma prima di arrivare qui ne abbiamo fatto di strada.

Siamo sempre state delle ragazze semplici, ma allo stesso tempo caparbie.

Due ricciolute ragazze con tante cose da dire, che hanno deciso di mettere a disposizione le loro parole per aiutare gli altri.

In un modo o nell’altro ci siamo rese conto che quello che facevamo prima non rispecchiava noi stesse.

In questi casi cosa si fa? Si prende in mano la situazione e ci si rimbocca le maniche.

Facile a dirsi, ma con un po’ di volontà diventa facile anche a “farsi”!

Noi ci siamo conosciute e avvicinate grazie alla nostra passione per la lettura, divorando libri e condividendo i nostri pensieri.

Da qui sì è aperto un mondo; è così bello essere guidati dalle proprie passioni.

Parlando abbiamo deciso di buttarci, provando ad inseguire i nostri sogni, quindi dedicarci alla scrittura.

Il nostro desiderio? Riempire pagine e pagine cercando di suscitare emozioni come quelle che leggevamo sui libri.

Ogni giornata iniziava sempre con mille idee, la creatività ha preso il sopravvento, e man mano abbiamo realizzato tutto ciò che avevamo “fantasticato” di voler fare. Abbiamo cominciato a fare le cose sul serio e man mano i nostri sogni si sono materializzati.

Ci siamo formate, seguendo corsi su corsi e continuiamo tutt’ora. La formazione è importante, proprio come lo è seguire la propria vocazione.

Con tanto impegno abbiamo cominciato a creare il nostro spazio sul web, abbiamo cominciato a conoscere virtualmente gente meravigliosa con cui condividere il nostro sapere, e gente che in egual modo ci ha insegnato tanto.

Abbiamo scritto e valorizzato dei siti meravigliosi. Siamo state felici di mettere in moto le nostre penne e creare testi unici che raccontano storie di chi come noi ha trovato la propria strada.

Beh che dire, noi non potremmo essere più felici di così; abbiamo realizzato il nostro obiettivo.

Siamo tutti bravi in qualcosa, forse delle volte non abbiamo il coraggio di buttarci per paura (sempre la solita paura), ma così si rischia di vivere una vita che non ci appartiene fino in fondo.

Il lavoro deve essere qualcosa che si fa con passione, con tanta voglia di mettersi in moto e aiutare qualcuno che ha bisogno proprio di noi.

Chiunque può decidere d’un tratto di dire basta e cambiare rotta, d’altronde la vita è una.

Se non la vivi al meglio cosa ti resta?!

Non è mai troppo tardi per decidere di inseguire propri sogni.

Noi abbiamo fatto la scelta giusta, decidendo di cambiare e seguire la nostra passione, e questo è un consiglio che ci sentiamo di dare a tutte, nonostante la nostra giovane età!

https://www.instagram.com/unatastieraperdue/?hl=it

https://www.facebook.com/Una-tastiera-per-due-352528535584159/

https://unatastieraperdue.it/

Elena Zanin

Sono Elena Zanin, classe 1984, di Belluno. Natura vulcanica, indipendente e controcorrente. Da sempre.

Il mio momento di svolta è avvenuto a 29 anni, dopo 4 anni passati a negare me stessa, le mie passioni, i miei desideri di sviluppo e crescita personale, tutto quello che ero. Fino a prima, ero una giovane donna ambiziosa ma umile, che otteneva ciò per cui lavorava, nonostante delle influenze negative che mi facevano credere di essere una nullitá. In quei 4 anni di annullamento personale, le uniche due gioie (i miei figli) sono state l’elemento per cui ho scelto di riprendere possesso di me stessa.

Ho lasciato la casa coniugale con una bambina di 3 anni e un bambino di 1, un lavoro da freelance come insegnante di lingua in azienda, una situazione familiare alle spalle complessa (per malattie e lutti).

Non programmai nulla: non pensai a se ce l’avrei fatta, non pensai al rischio di non arrivare a fine mese con i soldi, non pensai all’imprevedibilità del mio lavoro, né alla difficoltà di vivere da sola con due bambini così piccoli.

Sapevo che ce l’avrei fatta (nonostante mi porti dietro ancora oggi un sentimento di piccolezza e a volte mi sottovaluti), perché sono una donna davvero forte e motivata, resiliente e autocritica. Ho contato su me stessa, lavorando con umiltà e trasparenza, coltivando relazioni sane, investendo le energie in modo sapiente, ricavandone dai miei figli.

A 6 anni da quel momento, mi guardo e vedo la mia vera io.

Creativa, ambiziosa, determinata, collaborativa, femminile, accorta. Ho creato una mia metodologia didattica per l’insegnamento delle lingue straniere. Ho aperto una scuola di lingue per ogni fascia d’età su Belluno. Insegno in grandi aziende nel Veneto. Sto lavorando alla creazione di una piattaforma di e-learning innovativa. Sto crescendo due bambini perspicaci e curiosi, che capiscono più lingue e che sanno adattarsi alle situazioni.

Quando ripenso a cosa e come l’ho affrontato, sono orgogliosa di me stessa.

Il mio prezioso consiglio: se state bene con voi stesse, tutti coloro che vi stanno attorno gioveranno di quanto gli trasmettete. E questo è possibile solo se fate ciò che vi fa stare bene davvero, ciò che vi riempie le giornate di soddisfazione. Questo non avviene senza sacrifici o difficoltà. La paura dell’ignoto ci deve essere, perché restare in una situazione di disagio può essere persino più spaventoso che l’idea di cambiare.

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Valentina Mirante

Mi chiamo Valentina, sono di mamma argentina e papà italiano. Ho 33 anni e vivo a Firenze. Amo la musica (sempre presente nella mia vita), ballare, viaggiare e mangiare o meglio sperimentare cibi nuovi.

Da sempre ho avuto la passione per le lingue e le culture straniere, forse dovuto al fatto di essere italo-argentina ed esser cresciuta fra due lingue e culture apparentemente simili.

Dopo la laurea ebbi la fortuna di poter iniziare subito ad esercitare la professione di traduttrice giuridica, nel settore penale, ma purtroppo influenzata da ciò che mi circondava abbandonai quella carriera alla ricerca del “posto fisso” e iniziò così il mio lungo e burrascoso calvario fra lavori di vario genere.

Poi ad un certo punto, ricordo come fosse ieri, ero seduta in cucina ed ero triste, non mi sentivo realizzata allora mi chiesi “sei contenta di ciò che fai?” e la vocina dentro me rispose “no”, e poi mi chiesi “cosa vorresti veramente fare?” e la vocina disse “lavorare con le lingue”.

Quello stesso giorno presi un appuntamento con la commercialista e dopo pochi giorni avevo aperto partita IVA e mi ero lanciata a testa alta nella nuova avventura di freelance come traduttrice ed insegnante di spagnolo e portoghese.

Ho incontrato delle difficoltà, come io li chiamo “i sassi lungo il cammino”, e li ho risolti con molta costanza e perseveranza cercando di focalizzarmi sempre sull’obbiettivo… e poi sono sincera quando mi rendevo conto di non farcela ho mollato la presa perché voleva dire che quella non era la strada giusta.

Credo profondamente che non vadano forzate le situazioni, se qualcosa dopo vari tentativi non va vuol dire che è meglio così, che non fa per noi.

Ho avuto tanti timori all’inizio, ma devo dire che sono rinata! Oggi sono davvero contenta della scelta intrapresa perché faccio veramente ciò che mi piace, come dice il detto

“fai il lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno” (Confucio)

https://www.instagram.com/mirantevalentina/?hl=it

 

Marina Galbiati

Mi chiamo Marina e aiuto libere professioniste e piccole attività a muovere i loro passi sul web e sui social per imparare a crearsi un brand e a comunicarlo.

Mi rivolgo in particolare alle donne perché ne capisco le difficoltà e le fasi che la vita ci porta.

Ho lavorato per 16 in aziende multinazionali complesse, per la capacità di entrare in sintonia con la tua dimensione, perché so cosa vuol dire avere mille cose da gestire e dover trovare il modo per fare tutto. La mia storia personale è quella del cambiamento di molte. Della difficile (impossibile?) conciliazione con una situazione lavorativa vecchio stampo, e le esigenze non solo della famiglia, ma anche di esprimere il proprio potenziale in modo concretamente utile e dal riscontro veloce.

La “rinascita” per me è partita dalla riscoperta del lavoro manuale. Il magico potere dell’artigianato, mi verrebbe da chiamarlo.

Hai presente quando quello che fai tutto il giorno al lavoro rimane astratto e ti sembra di non essere di nessuna utilità al mondo?

È dal lavoro con stoffe e lane che è ripartita una presa di coscienza dell’importanza della gratificazione personale, e dopo 3 anni di pianificazione è nata la nuova vita, sotto forma di una Patita IVA.

Mi rivolgo in particolare alle donne, che quando si tratta di crearsi una propria indipendenza devono faticare il doppio, sostenere il peso dei mille impegni familiari ed essere alla ricerca della conciliazione del tempo per tutto.

Le aiuto a trovare il posizionamento del proprio brand sul mercato, a imparare a studiarne le esigenze e strutturare di conseguenza la propria offerta. Per passare quindi alla realizzazione del sito, la strutturazione e la formazione per i canali social.

Vuoi conoscermi meglio? Clicca qui.

E poi mi trovi sui social.

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Silvana Clemente

Salve! Mi chiamo Silvana abito tra la Puglia e la Basilicata, vicinissimo a Matera. Ho lavorato sin da subito, appena ho completato i miei percorsi di studi, nel settore della moda sposa. Come stilista, modellista, addetta alle vendite e responsabile di atelier oltre che organizzatrice di eventi e sfilate di moda. Per tanti anni questo lavoro ha assorbito tutte le mie energie, privandomi anche di passaggi importanti da vivere con le persone che amo. Un giorno, il mio fisico ha iniziato a cedere… decido di prendere una pausa, che si è prolungata nel tempo, durata alcuni anni.

All’inizio è stato bellissimo, potermi occupare della mia famiglia, figli e hobby. Poi la situazione ha cominciato ad essere “stretta”, le giornate tutte uguali e la voglia di riprendere è tornata prepotentemente. Volevo tornare a modo mio, prendendo il meglio che il mio lavoro mi aveva donato e adattarlo alla nuova situazione. Ho iniziato a studiare in vari ambiti arricchendo le mie conoscenze un percorso di crescita personale, mi ha donato una nuova consapevolezza. La mia missione oggi è quella di aiutare le future spose nei preparativi delle nozze.

Una guida e amica che le accompagni, per mano in armonia e coerente con il proprio stile, grazie a consulenze personalizzate Le insidie sono dietro l’angolo, con una buona dose di determinazione, le soddisfazioni arrivano. Piano piano, anche quando chi mi circonda non comprende l’importanza di tutto questo…Non importa, perché tante idee e progetti mi attendono…

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Silvia Cacitti

Ciao sono Silvia e sono una Life Coach e Consulente d’Immagine. Sono introversa e ho spesso cercato modalità di comunicazione ed espressione di me, diverse dal linguaggio verbale.

Amo immergermi nelle storie dei libri o dei film. Utilizzo il mio corpo per esprimere le mie emozioni, con la danza, il nuoto, la corsa.

Da piccola amavo disegnare e cucire i vestiti per le mie bambole. Dopo la formazione in Stilismo e Sartoria ho iniziato a confezionare abiti su misura per persone vere.

Poi la vita mi ha messo anno dopo anno di fronte a nuove sfide: sono diventata mamma e il mio lavoro di sarta negli Atelier ha assunto gradualmente nuove forme lavorative.

Per assecondare quelle che mi sembravano le esigenze del momento, mi sono inserita e ho assunto il ruolo amministrativo nell’azienda della famiglia di mio marito. Questa posizione così distante dalla mia formazione e dalle mie passioni mi ha insegnato ad attingere a risorse di me, di cui non ero consapevole. Ho anche compreso però, che non mi soddisfava pienamente e desideravo altro.

La confusione che provavo e il malessere mi hanno convinta a rimettermi in discussione e ho intrapreso un percorso di crescita personale che mi ha fatto conoscere il coaching.

Innamorata della metodologia di supporto e di guida, ha fatto nascere in me il desiderio di diventare una Life Coach.

L’esperienza ha scatenato un fiorire di sfide entusiasmanti e assieme alla formazione di coaching ho fatto il percorso per diventare consulente d’immagine e personal shopper. Ho mosso i primi passi mantenendo anche il lavoro in azienda per paura di non farcela, per timore di deludere le persone che mi stavano vicine, perchè mettevo il bene degli altri prima del mio.

Quando è mancata mia madre, da cui ho imparato la cura verso gli altri, l’ascolto e l’amore incondizionato, ho realizzato, che per stare bene nel mondo devi prima stare bene con te stessa.

Prenderti cura di te stessa. Ora coltivo il mio progetto di vita seguendo i miei valori.

Ho scoperto le mie qualità e caratteristiche personali tra cui, la determinazione, la resilienza, il mio lato pragmatico.

Oggi sono una Coach dell’Immagine, sono orgogliosa del mio metodo di coaching, la MindfulDress, dove utilizzo l’abbigliamento come uno strumento di consapevolezza e benessere.

www.silviacacitti.com

Instagram  silviacacitti

Facebook  Silvia Cacitti, Image Coach

 

 

Vanessa Avanzi

Ciao sono Vanessa una web marketing Specialist che aiuta imprese e professionisti compiere i primi passi sul web, creo siti web e mi occupo di mail marketing e campagne social media per conto dei miei clienti. Mi piace dire che supporto la loro evoluzione digitale.

Qual è stato il momento di svolta? Il mio momento di svolta è stato tre anni fa, ho capito che il mio lavoro in ufficio, per quanto stimolante, non mi permetteva di vivere la vita che desideravo. Non ero nel posto giusto e mi sentivo perennemente in difetto. Ero un’impiegata addetta paghe e contributi di giorno e di sera iniziavo a realizzare i primi progetti digitali sognando di fare entrambi i lavori. Fino al giorno in cui ho capito che il secondo lavoro si incrociava meglio con il mio progetto di vita…orari flessibili e creatività fuori dagli schemi.

Quali sono state le tue paure? La più grande paura è stata di carattere economico perché ero convinta al 100% che non avrei potuto farcela ad arrivare a vivere di questo e perché avevo blocchi sul mio stato di salute che non mi consentiva di lavorare troppe ore al giorno. Nonostante conoscessi persone in gamba che c’è l’avevano fatta, nonostante sapessi che era fattibile non riuscivo a mettermi quell’abito.  Ero convinta che fosse un abito troppo corto quando invece era evidente (pure all’esterno) che era su misura per me.

Ho iniziato per prima cosa a far cadere tutte le mie insicurezze formandomi tantissimo e mettendo in pratica per quanto mi era possibile. La paura restava finché davvero poi è avvenuto un fatto spiacevole che ha però consentito al mio progetto di diventare prioritario senza se e senza ma. Ho avuto problemi di salute importanti che mi bloccavano a letto per dei giorni. Pensavo molto e finalmente avevo meno paura e più consapevolezza che dovevo provarci nonostante tutto anche a rischio di non farcela e fallire (la mia più grande paura).

Sono orgogliosa di non aver mollato e di aver creato in poco tempo e nel momento più difficile della mia vita un rete di contatti tra clienti, colleghi e persone positive che mi permette oggi di vivere una vita che finalmente fa per me. Non mi capita più di sentirmi fuori posto (anche perché lavoro principalmente dal mio salotto) e la creatività è sempre alle stelle.

Un suggerimento prezioso da regalare. Ho vissuto molti cambiamenti a parte quello raccontato compreso l’ultimo ( sono da poco diventata mamma). Se c’è una cosa che si ripete sempre è questa: ci sarà un momento in cui vorrai mollare, chiuderti in una stanza e piangere per un giorno intero, un momento in cui capirai che così non si può andare avanti. Quello è il momento migliore, quello in cui devi mettere da parte sentimenti negativi e impegnarti per rialzarti. Perché è lì che si nasconde la svolta, se decidi di aprirti al nuovo invece che chiuderti da lì sarà tutto stupendo perché inizierà il vero cambiamento.

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Maria Rosa Neri

Sono convinta che ogni donna, con coraggio determinazione e lavoro interiore, può portare nella sua attività, qualunque essa sia, il suo potere femminile.

Quando nel 2015 ho deciso di dedicarmi esclusivamente alla Consulenza d’ Immagine, era una professione perlopiù sconosciuta in Italia e nell’immaginario comune, era una consulenza elitaria. Sono sempre stata una donna fortunata e la mia vita professionale si è sviluppata in settori che corrispondevano alle mie passioni.

Nel 1987 inizio la mia attività imprenditoriale aprendo una società di intermediazione per la vendita di abbigliamento prodotto in Italia e venduto alla grande distribuzione nei paesi scandinavi, alla fine degli anni 80 ho lavorato anche con H&M che all’epoca aveva i negozi solo in Svezia. Per decenni mi sono occupata, per conto dei clienti, di materiali, composizioni, colori, scarto taglie, lavaggi, vestibilità, ecc., relativamente alla produzione commissionata dai clienti ai fornitori da me selezionati. Questa importante esperienza mi ha reso consapevole di cosa c’è dietro ad un capo di abbigliamento, come viene lavorato e come si raggiunge un certo risultato. Negli stessi anni mi sono anche occupata di crescita personale, come Life e Business Coach, focalizzandomi sempre sulle persone e i loro bisogni, ho imparato a leggere tra le righe e a leggere il linguaggio del corpo.

Ad un certo punto della mia vita, esattamente a 56 anni, nell’età durante la quale la maggior parte delle persone pensa alla pensione, ho sentito forte l’esigenza di dedicarmi completamente all’immagine delle donne, un aspetto considerato molto effimero ed in realtà molto profondo.

Noi donne abbiamo una connessione molto profonda tra immagine e interiorità: quando ci piacciamo, attingiamo a risorse emozionali alle quali non avremmo accesso con uno stato d’animo diverso. Desideravo aiutarle a piacersi ed essere più sicure di sé stesse, desideravo renderle consapevoli di quel potenziale che io vedevo e che avrebbe permesso loro di raggiungere gli obiettivi che si prefiggevano. Per mettere in pratica il mio progetto, ho scelto il modo che più mi metteva in difficoltà: ho aperto il mio blog. Non sapevo niente di blogging, di editoriale, di social e compagnia bella.

Oltretutto non sono mai stata una tecnologica. Ho studiato, tanto, anche di notte, per apprendere quello che mi serviva e, nonostante la mia poca predisposizione, sono riuscita a realizzare il mio sogno: aiutare più donne possibili a stare meglio con se stesse attraverso la loro immagine. Come ha detto qualcuno molto più famoso di me “…quando il perché è forte il come non è un problema…”

Ho elaborato un mio metodo di consulenza di immagine nel quale ho trasferito tutti gli anni di esperienza nel settore dell’abbigliamento e del coaching, creando un percorso che le accompagna dall’interno verso l’esterno. Da subito ho iniziato a effettuare consulenze in studio e online, oltre che a fare corsi in aula che adesso sono diventati in streaming: siamo in continua evoluzione. Amo fare il mio lavoro accompagnando le donne ad andare oltre agli stereotipi imposti dai media e dalla moda e le aiuto a scoprire il loro potenziale di immagine e la loro unicità, che può essere esaltata attraverso la diversità e la normalità Non c’è niente di più bello della normalità in questo mondo di immagini patinate e irreali. Lavorando con centinaia di donne, mi sono resa conto che mentre siete concentrate su quello che non vi piace di voi, perdete di vista tutte le cose belle che avete e che date per scontato!

Sapete che quelli che voi percepite come difetti sono invece gli aspetti che maggiormente vi caratterizzano?La differenza sta nel diventarne consapevoli e far diventare queste caratteristiche un vostro punto di forza.

Ho anche realizzato il primo percorso online da fare in modo autonomo, Stilosa senza Sforzo. In Stilosa senza Sforzo accompagno le donne in un percorso dall’interno verso l’esterno, alcune corsiste lo hanno definito “un vero e proprio viaggio alla scoperta della personalità “. Il percorso è stata la risposta alle centinaia di donne che nel corso degli anni mi hanno scritto desiderose di potermi incontrare nei miei corsi ma impossibilitate a farlo per mancanza di tempo. Sulla base di questa esigenza, ho realizzato un corso online chiaro, semplice ed economico, che potesse essere seguito da tutte le donne, senza muoversi da casa.

Il mio messaggio forte è che non è mai troppo tardi per portare avanti i propri sogni, il rischio più grande è che potete anche riuscire a vederli realizzati: ve lo auguro con tutto il cuore!

Per voi che mi state leggendo, ho realizzato un ebook, “Oltre lo Stile “, potete  scaricarlo gratuitamente dal mio blog: è una guida pratica che sintetizza i punti fondamentali per (ri)trovare il vostro stile.

Un abbraccio e un  sorriso. Maria Rosa

www.mariarosaneri.it

www.mariarosaneri.it/guida-oltre-lo-stile/

www.mariarosaneri.it/stilosa-senza-sforzo/

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Erika Del Pomo

Laziale di nascita, marchigiana di adozione, all’età di vent’anni mi trasferisco ad Urbino per studiare Sociologia e Servizio sociale con tanta spensieratezza e positività. Dopo il percorso triennale decido di specializzarmi in altro, mi iscrivo, così, alla facoltà di economia di Ancona, corso di laurea in Organizzazione e gestione dei servizi sociali.

La mia formazione continua con vai corsi di formazione, tra cui uno in Life Coach, ed è qui che mi innamoro del coaching.

Ad oggi mi occupo come tutor di corsi di formazione a distanza, e sta per partire il mio progetto di orientamento personale, professionale e scolastico, “You lo spazio dedicato a te”. Quando ho capito che questa sarebbe stata la mia strada?

Ad un certo punto del mio percorso ho smarrito la via, non sapevo più chi ero e cosa volevo, ho rischiato di mollare tutto, ma il problema più grande era che quello di non riconoscermi più allo specchio. Ero o non ero io?? Sicuramente quella crisi ha fatto emergere una parte di me latente, mi ha insegnato ad amarmi di più, a perdonarmi, e da lì è iniziato tutto.

Piano piano, ho ritrovato la via, mi sono laureata alla specialistica, ho iniziato un lavoro che mi ha dato e che mi dà molto, ho una famiglia stupenda, e soprattutto sono diventata mamma.

Quando mi chiedono di scegliere chi essere, tra mamma, compagna e professionista, io rispondo semplicemente che nessun ruolo può esistere senza l’altro, che questa vita mi rispecchia a 360°.

YOULOSPAZIODEDICATOATE, è nato proprio dentro quella crisi; da quel momento in cui senza bussola, barcamenavo nel buio, senza sapere dove andare o come muovermi.

Ad un certo punto la luce. Cosa è successo?

Ho capito che dovevo andare “oltre”, cogliere il buono che avevo, cambiare forma mentis e raggiungere i miei tanto amati obiettivi. Un percorso facile? No, fatto di alti e bassi, di tanti piccoli lavoretti svolti con dignità per guadagnare, e tanta fatica ed impegno per raggiungere il traguardo.

Ora sono un “work in progress”, un cantiere, sempre pronta a formarsi e a mettersi in gioco, con positività ed ottimismo.

Amo descrivermi in questo modo, perché a mio, avviso, essere professionisti vuol dire proprio questo; superare i propri limiti, lavorare con umiltà ed impegno. Le competenze professionali che ho, ad oggi, le devo soprattutto alla mia attuale collaborazione con Assistente Sociale Privato, un team di donne, e professioniste che mi ha insegnato molto umanamente e professionalmente.Il coraggio di iniziare un progetto mio, di fare un salto nel vuoto. l’ho trovato nelle piccole cose della vita quotidiana, soprattutto in questa quarantena, ho imparato, seppur a fatica, che proprio dalle crisi che nascono le migliori opportunità.

Non abbiate mai paura del fallimento, ma provate a superare i vostri limiti con costanza ed impegno. La paura può essere usata a nostro vantaggio. Sempre!

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Roberta Creazzo

Ciao sono Roby, ho 35 anni e lavoro come social media coach freelance! Da sempre ho avuto una grandissima passione per la formazione, sia da studente che da insegnante. Ma partiamo dall’inizio per raccontare il grande cambiamento.

Sono sempre stata una ragazza con un grandissimo senso del dovere, sempre diligente e che ha fatto sempre tutto bene. Chissà, forse per compiacere gli altri e sentirsi apprezzata in questo modo. Fino ai miei 25/26 anni circa ho fatto tutto quello che dovevo fare: liceo, università, sport, volontariato, mille interessi e zero colpi di testa. Insomma la tipica ragazza modello.

Poi, alcune vicende personali, mi hanno aperto gli occhi sulla mia persona. Mi sono guardata dentro molto in profondità e ho capito quante cose io sia in grado di fare da sola. Non avevo più bisogno dell’approvazione degli altri per sentirmi bene, per sentirmi completa. Io bastavo a me stessa e questa per me è stata la prima svolta. La seconda è arrivata a 30 anni, complice un corso di musical che mi ha dato gli strumenti necessari a mettermi completamente in gioco, sul palco come nella vita. Ho scoperto altri lati del mio carattere che non conoscevo (o che ignoravo) e la vita che avevo sempre avuto ha iniziato davvero a starmi stretta. Dopo il musical, sono entrata a far parte di una band come cantante. Sul palco mi sento davvero me stessa. Riesco ad esprimere davvero tutte le mie sensazioni, ha un effetto calmante sulla mia vita. Con questo gruppo ci sono ancora, dopo quasi 6 anni. Quello che ho abbandonato è stata la mia vita di prima, quella da ragazza perfettina. Quando ho deciso di cambiare vita ho sconvolto tutti quanti. Sono stati mesi, anni duri per far capire alle persone che io ero sempre io, ma che semplicemente avevo voluto prendere in mano le redini della mia vita per essere io a condurla. Piano piano, con pazienza, le persone si sono abituate alla nuova me, al mio nuovo amore, ai miei cambiamenti frequenti.

Nel tempo ho capito anche di essere una persona che ama cambiare, che dopo poco tende a stancarsi delle situazioni, che ha bisogno di stimoli sempre nuovi che la entusiasmino e la facciano sentire viva. E così, è arrivato anche l’ultimo mio grande cambiamento in ordine di tempo. Sempre con la filosofia “mi fido molto di me stessa” ho deciso di abbandonare il mio lavoro a tempo indeterminato per buttarmi (senza paracadute) nella vita da freelance. Amo il mio lavoro. Adoro insegnare alle persone come gestire la propria comunicazione sui social. E amo quando alla fine del percorso le vedo più consapevoli e in grado di fare le cose in autonomia. Da quando ho lasciato l’azienda mi sveglio ogni mattina con la voglia di compiere la mia missione. Ho tanto entusiasmo e tantissima energia. Magari tra qualche anno cambierò di nuovo, ma per ora sono contentissima delle scelte che ho fatto fino a qui. Mi ritengo felice e fortunata ma so anche che tanta di questa felicità me la sono creata io nel tempo con la mia voglia di cambiare.

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Foto di Patrizia Corriero @thestorycrafter

 

 

Lisa Massei

Mi chiamo Lisa mi occupo di artiterapie e personal branding. La mia missione è aiutare le donne a sbloccare la propria creatività usando l’intuito, mettendosi in gioco trovando la propria unicità nel lavoro e nella vita privata.

La mia vita è stata più volte costellata di cambiamenti importanti che sono avvenuti in momenti particolarmente dolorosi. Il dolore mi ha sempre insegnato qualcosa e spesso cerco di portare questo messaggio anche nella mia comunicazione, sia con le mie clienti che via social.

Penso che la dualità si manifesti in molti nostri aspetti: amore/odio, dolce/amaro, dolore/crescita, e forse proprio non voler integrare il doppio, porta alla non consapevolezza e alla non elaborazione del dolore.

Nella mia storia lutti e cambiamenti sono andati a braccetto spesso con la crescita interiore, si, perché si nasce e si muore ogni giorno e cogliere l’opportunità del dolore è cogliere la vita e la sua ricchezza.

Nel lavoro ho iniziato il mio percorso nella grafica e nella comunicazione e ho lavorato in questo settore per circa 15 anni, sia da dipendente che da libera professionista, poi ho incontrato la psicologia in un momento doloroso e a 26 anni ho intrapreso questo lungo percorso. Nel mezzo c’è stata una scuola di artiterapie che mi ha cambiato la vita e la perdita e la nascita con cui mi sono confrontata nel nuovo ruolo di mamma, compagna, moglie.

Spinta dalla grande energia dopo due lutti ravvicinati, ho concluso il mio percorso di studi alla magistrale che ormai avevo 40 anni (un anno fa), nel frattempo mi sono rinnovata abbracciando completamente le artiterapie e facendo esperienze di vario tipo, dai bambini, adolescenti, anziani a progetti con psichiatrici.

Amo le potenzialità dell’essere umano e mi sento molto vicina alle donne e alle difficoltà che incontrano anche nel coinciliare famiglia e lavoro. Penso di avere una spinta interiore all’arte come cura.

L’ho prima vissuta su di me, per poi capire che era quella la strada che volevo percorrere e mostrare agli altri, nel mio piccolo (e un po’ grande) viaggio di vita.

 

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Grazia ~ Graziabiscotti.Coach

“Sono Grazia,
a settembre compirò quarant’anni e la mia storia è ancora tutta da scrivere.
Tre anni fa pensavo che la mia vita fosse finita.
Mi sentivo “vecchia” , senza più entusiasmo, prigioniera di un epilogo ormai scritto.
Vivevo con un uomo che non amavo più da anni, era il padre di Riccardo però, ed io avevo una tremenda paura di imprimere una ferita indelebile sulla pelle di mio figlio.
Avevo anche un lavoro socialmente invidiabile, che non mi piaceva neanche un po’, ma mi permetteva di soddisfare ogni mio più piccolo capriccio, una bella macchina una bella casa, borse firmate, eppure sentivo che la vita non poteva essere tutta li, almeno non per me.
Molti amici direttamente o indirettamente mi dicevano ” Grazia,cosa credi ? A nessuno piace il proprio lavoro, tutte le relazioni sono difficili e si basano sul compromesso per sopravvivere. Ci sono delle cose che vanno accettate, in nome di un bene supremo. Ora sei mamma e devi sacrificare la tua felicità per quella di tuo figlio. Questo vuol dire essere una buona mamma”. Ma questa non ero io, l’ autenticità per me è il valore supremo e spero che mio figlio un giorno possa comprenderlo.
C’erano troppi vestiti e troppe maschere nel mio armadio, ed era arrivato il momento di buttarli via, proprio perché ora che ero diventata una madre. Lo dovevo al mio essere donna e madre.
Così tre anni fa ho deciso di iscrivermi ad un master triennale in Programmazione Neuro Linguistica.
La crescita personale è stata sempre la mia più grande passione, fin da quando ero un adolescente.
Non avevo intenzione di diventare un coach, volevo solo prendermi del tempo per me, ritrovare il mio centro, così da poter fare la scelta più giusta per me e per mio figlio.
In quel periodo ero completamente chiusa all’ Amore eppure la vita per me aveva altri progetti.
Ho conosciuto il mio attuale compagno e dopo mille difficoltà oggi possiamo finalmente vivere il nostro Amore.
Ho cambiato città, lavoro, amici, ogni cosa è nuova qui, per me e per Riccardo. La nuova scuola, le nuove maestre, i nuovi ritmi.
Abbiamo affrontato un maremoto, ma proprio quando sono stata travolta dalle onde ho iniziato a capire che non sarei affondata davvero.
È così che ho scoperto di avere dentro di me risorse nuove, inaspettate.
Le continue battaglie in tribunale con il mio ex compagno, ancora oggi non sono finite ma mi hanno insegnato l’arte dell’attesa.
Io che ho sempre voluto tutto e subito.
Molte volte, nei momenti di sconforto mi sono chiesta se col senno del poi avrei scelto lo stesso percorso.
La risposta è stata sempre chiara e forte : Si !!
Oggi rifarei esattamente le stesse cose, cambierei solo le modalità
La lezione più importante è stata questa : la peggior strategia è non averne una!
E se lo dico io che non sopportavo nemmeno il suono di questa parola ….
Il cuore sa, dicono, molto più della mente, ma quando le variabili in gioco sono così numerose, bisogna fermarsi, ed analizzare ogni dettaglio.
Oggi mi occupo di crescita personale, motivazione e comunicazione strategica nella scuole.
Ho superato la” grande paura ” parlare in pubblico.
Non so se lo faccio bene oppure no, ma una cosa la so, finalmente ho smesso di giudicarmi.
Sono in cammino e la meta per me è il viaggio.
Questo lavoro nutre la mia Anima, il mio essere madre, il mio essere donna in una maniera completamente nuova.
Ringrazio la mia vecchia me per la pazienza, e quella nuova perche ha avuto il coraggio di saltare.”

Grazie di cuore a @Grazia Lifecoach

https://www.facebook.com/grazia.lifecoach

https://instagram.com/graziabiscotti.coach

Patrizia ~ La Coach Imperfetta

Torna la Rubrica Donne in Azione….
La nuova Protagonista è @Patrizia Arcadi – La Coach Imperfetta

Vi lascio alle sue parole…alla passione e determinazione che trasmette!

Grazie Patrizia per la tua testimonianza!

“Sono Patrizia e sono La Coach Imperfetta: aiuto le donne ad accettare la loro natura imperfetta, imparare ad apprezzarsi e riscoprire il coraggio di essere se stesse.
Alla soglia dei 40 mi sono reinventata: dopo molti anni in azienda, ho scelto di riprendere in mano la mia vita e di dar sfogo a quella voce che da tempo mi suggeriva di cambiare e di dedicarmi a ciò che più mi rendeva felice e soddisfatta.
Così ho frequentato il Master in Coaching, sono diventata Coach abilitata… e freelance!
Nell’arco di un anno ho abbandonato tutte le convinzioni su cui avevo fondato la mia vita professionale e – con non poche fatiche! – ho fatto un passo sufficientemente lungo per uscire dalla mia zona di comfort.
Ciò che mi ha mosso verso questa trasformazione è stato il desiderio di partire dalla mia esperienza di donna e mamma imperfetta per aiutare le donne a stare meglio con se stesse e a riappropriarsi della loro autenticità, della loro autostima e della loro sicurezza, nel lavoro e nella vita privata.
Sono stata a lungo un’esperta di scarsa autostima e di mancanza di accettazione, del timore del giudizio altrui e del perfezionismo.
Il mio modo di essere mi ha fatto sentire spesso inadeguata e vulnerabile, per non parlare poi di quando sono diventata mamma e tutto ciò che ero e facevo è divenuto imperfetto per definizione.
Il coaching mi ha supportato molto, è stato un percorso trasformativo molto intenso e con il coaching voglio aiutare le donne a vivere meglio.
Ho provato sulla mia pelle che per accettare la propria natura imperfetta occorrono coraggio e consapevolezza: per questo so di poterle supportare in questo percorso!
Chi ha già lavorato con me dice che ho una grande propensione all’ascolto, all’accoglienza e sono molto empatica e intuitiva!
Dopo il Master in Coaching e il tirocinio, la mia formazione continua: amo approfondire i miei studi con aggiornamenti sulla comunicazione empatica, l’intelligenza emotiva, la crescita personale e l’autostima.
Ecco i miei contatti:
www.patriziarcadi.it
www.patriziarcadi.it/blog
www.instagram.com/patrizia_lacoachimperfetta
Patrizia Arcadi – La Coach Imperfetta
www.linkedin.com/in/patrizia-arcadi/
Vi aspetto!”

Mara~ Assistente Virtuale

È proprio vero che diventare mamma ti cambia la vita. Non mi riferisco ai i cambiamenti di sonno bensì a quelli che ti spingono verso trasformazioni radicali, quelle che non avresti mai pensato di fare fino a quel momento.

A me è successo nel 2015 quando, dopo circa vent’anni come dipendente, ho deciso che era ora di dare una notevole svolta alla mia vita lavorativa scegliendo la strada dell’assistenza virtuale. Infatti, dopo aver ottenuto la certificazione, ho iniziato a costruire la mia piccola attività. Non senza sacrifici perché purtroppo non potevo ancora permettermi di abbandonare il posto fisso, quindi incastravo ogni santo giorno il mio essere lavoratrice dipendente, mamma, compagna, amica, figlia e naturalmente assistente virtuale. Stanchezza, irritabilità, indecisione, sensazione di trovarmi nel posto sbagliato erano all’ordine del giorno; senza parlare poi della continua corsa contro il tempo per riuscire ad incastrare il tutto nel migliore dei modi. Purtroppo, non sono Wonder woman, non ho il dono della perfezione e non sono infallibile di conseguenza mi è capitato di sbagliare, ma sai una cosa?

Mi sono fermata un attimo per poi decidere di andare avanti, facendo tesoro dei miei sbagli.

Ho scelto di continuare perché era quello che volevo, era la mia via d’uscita e non potevo rinunciarci perché farlo, sarebbe significata una sconfitta. Ho tenuto duro per due anni fino a che ad ottobre 2018 è scattata la molla che mi ha fatto dire basta e mi sono buttata.

Ho abbandonato il punto fermo di un posto a tempo indeterminato (sono pazza vero?), per scegliere di dedicarmi totalmente all’assistenza virtuale.

Paura di essere libera professionista con uno stipendio incerto? A secchiate!
Paura di non riuscire a far crescere la mia attività? Certo!
Però di contro, anche tanta voglia di farcela.

Sono un’assistente virtuale che collabora da remoto con freelance e imprenditrici che vogliono far crescere il proprio business. Ringrazio ogni donna che si è rivolta a me in questi due anni e accolgo col sorriso le professioniste che mi sceglieranno per collaborare in armonia, tra una chiacchiera e una risata, davanti a buon cappuccino virtuale (o anche un aperitivo … dipende dall’orario).

www.maramagrini.it
https://www.instagram.com/mara_assistentevirtuale
https://www.facebook.com/marassistentevirtuale

Cristina ~Celafaroanchestravolta

Ciao mi chiamo Cristina e sono una Donna, una Mamma (bis), una Moglie, una Lavoratrice full time nella gdo, una Strega Dianica iniziata alla tradizione, una Womb Keeper, una Moon Mother, una Facilitatrice in Mindfulness, una Consulente doTERRA e forse anche un’Artista.
Troppe cose? Forse .. o forse no! Sicuramente sono Multipotenziale, e scoprirlo ha fatto di me una Donna più felice e sicura di me stessa. Per 38 lunghi anni sono stata all’ombra degli altri e di me stessa, mi facevo in quattro per tutti, ma mai per me. Cercavo una strada, perchè è quello che tutti mi dicevano di fare. Non potevo essere tutte queste cose, dovevo scegliere e andare dritta fino alla meta.
Tutto questo mi faceva sentire inadeguata, inconcludente, svogliata e si .. anche depressa. Ero sbagliata! Con l’arrivo della mia prima figlia Cassandra e dopo 2 anni con l’arrivo di Mattia, sembrava che la mia strada fosse quella di essere Mamma. Le gioie della gravidanza, l’amore incondizionato per i figli, tutto ruotava inevitabilmente attorno a loro. Bello si, ma dopo un pò ho cominciato a vedere passare i giorni uno dietro l’altro, tutti uguali e troppo veloci. Non mi entusiasmavo più per nulla, mi sentivo sola anche in mezzo a tanta gente. Tutti si erano dimenticati il mio nome, anche mio marito ormai mi chiamava “Mamma” e un giorno davanti allo specchio sono scoppiata. Mi sono guardata, dopo tantissimo tempo e non mi sono riconosciuta. Mi chiedevo chi fosse quella Donna che mi guardava dall’altro lato dello specchio, con gli occhi stanchi, le occhiaie, i capelli legati e spenti. Cosi ho fatto una cosa che sarebbe considerata dalla maggior parte della gente da matti: ho cominciato a urlare il mio nome! Qualcosa dentro di me si è come risvegliato, tra le lacrime ho giurato alla me stessa dall’altro lato, che mai più mi sarei tradita, che mai più mi sarei trascurata e soprattutto che da quel momento avrei iniziato a vivere la mia vita con passione e motivazione.
In quel periodo è entrata nella mia vita la Tradizione Dianica che è stata l’inizio della mia rinascita. Una serie di circostanze e incontri mi hanno portato a quello che sono oggi. Una Donna con tantissime passioni, ma con un filo conduttore comune: Aiutare le altre Donne a trovare un loro posto nel mondo, portando la mia esperienza.

Una rinascita comporta sacrifici, ma possiamo farcela insieme e soprattutto ce la faremo anche Stravolte!”
I miei contatti:

Sito Web: http://www.celafaroanchestravolta.com

FB: http://www.facebook.com/celafaroanchestravolta

IG: http://www.instagram.com/celafaroanchestravolta

Mail: celafaroanchestravolta@gmail.com

Anna Paola – Business Coach

Una nuova Testimonianza ricca di emozioni e desiderio di riscatto. Grazie @annapaolamastria “Ciao! Sono Anna Paola,
Life e Business Coach e aiuto le donne a vivere bene il loro business e a raggiungere
il successo quale che sia il significato che ognuna di loro dà a questa parola senza
nulla togliere alla loro vita personale e alla loro cura, anzi.
Lo faccio con un approccio tutto mio che viene dalla mia esperienza di donna e di imprenditrice.
Posso dire di avere avuto più di una vita.
Come donna e madre ho superato molti momenti che le madri si trovano a vivere.
Mio figlio è adulto e posso dire di avercela fatta a tirare su una persona che è allo stesso tempo responsabile ed ama molto la vita. Questo mi rende orgogliosa.
Come donna nel mondo del lavoro ho avuto un doppio ruolo. Da protagonista e all’ombra di un uomo dalla personalità molto forte.
Da protagonista oggi e da dove ho iniziato. Nasco come modella. Da giovanissima ho lavorato nel fashion system e sono diventata così brava da diventare imprenditrice.
Mia è stata un’agenzia di servizi nel settore moda che ha lavorato con grandi firme e case di produzione.
Quindi una grande capacità di organizzare.
La moda comunque è un mondo effimero e quando ho avuto la possibilità di lavorare
nell’arte dove si lavora re di più sula persona ho fatto una nuova scelta.
Ho iniziato così a lavorare con mio marito, un designer dalla forte personalità creativa. Creatività estrema e struttura per lui non erano perfettamente conciliabili
così il connubio dopo diversi anni è durato sino al 2013.
Mi sono rimessa in gioco. Cosa sapevo fare meglio? Quale era il mio talento?
Ho lavorato su questo e per una donna che ha superato i famigerati quaranta non tutto è facile.
Posso dire di avercela fatta quando guardo una mia cliente e vedo che ha raggiunto e vive bene il tragitto che la porta verso i suoi obiettivi ed è felice.
Seguimi su:
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Puoi scrivermi a info@annapaolamastria.it

Stefania – Insidetheweb

Una nuova Protagonista per la rubrica “Donne in Azione”.

Leggiamo la sua testimonianza :

“Ciao!
Mi chiamo Stefania, ho 28 anni e sono una web designer freelance. Aiuto le persone che si rivolgono a me, a creare un sito bello e funzionale, ma soprattutto un posto in cui sentirsi a casa.

Non sono sempre stata nel mondo digital.

Prima di questo mi sono laureata in Scienze Infermieristiche all’università degli studi di Firenze. Ebbene sì, sono infermiera. O meglio: lo ero!

Poi dopo anni e anni è scattato qualcosa.

Mi sono detta: Stefania, ma che stai facendo?

Mi sono chiesta se era veramente quello che volevo fare per tutta la vita.
Non è stato facile ammettere che non ce la facevo proprio più, in primis a me stessa. Ero arrivata ad un punto di non ritorno.
Ma quando le cose sono destinate a noi, trovano sempre il modo di raggiungerci. E così è stato.

Sono venuta a conoscenza in un modo totalmente casuale e inaspettato, dell’esistenza di un corso professionalizzante per web designer in uno storico istituto di Firenze.
Non potevo perdere questa occasione. Mi sono rimboccata le maniche e ho passato i successivi due mesi a studiare come una matta argomenti che per me erano totalmente sconosciuti fino a quel momento. Termini strani come RAM, BYTE e HARDWARE. Ma dovevo assolutamente entrare in quel corso: la vocina dentro di me diceva che era la cosa giusta, anche se non sapevo perché.
Con non poca fatica mi sono appassionata sempre di più alla programmazione, all’HTML e al CSS. E Più questi linguaggi diventavano miei amici, più mi si apriva il mondo.
Lì ho capito che ero esattamente dove dovevo essere, che era quella la mia strada.
Così ho deciso di aiutare le altre persone a farsi conoscere e a farsi trovare nel mondo. Non c’è niente di più bello di una persona che trova ciò di cui ha bisogno e di un’altra che può far conoscere la sua arte, la sua passione, la sua professionalità.
Per questo creo siti web e gestisco i social di liberi professionisti o piccole attività nel mio magico mondo che è Insidetheweb. Dove posso prendermi cura del tuo sito web, affiancandoti in ogni momento. Per questo ho creato l’hashtag #coltivaituoiprogetti.
Con costanza passione e perseveranza si può arrivare a tutto. Non aspettare il momento perfetto, ma crealo. E non pensare ormai ho fatto questa strada, ormai ho una certa età. “L’ormai non esiste!” (cit. Veronica Benini).
Seguimi su:
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Michela – Michilab

Oggi la Protagonista della Rubrica “Donne in Azione” è Michela…. scopriamola insieme!
🌼

“Avevo subito capito che la mia vita sarebbe cambiata per sempre quando ho tenuto per la prima volta in braccio quel batuffolo rosa.
Avevo 25 anni ed ero Art Director.
Essere donne in Italia davanti al lavoro ancora oggi non è la stessa cosa che essere uomini davanti al lavoro.

Con la determinazione che contraddistingue tutte le donne non ho mai voluto rinunciare, ho imparato a gestire le pappe ed i brief, le febbri improvvise e le riunioni d’agenzia, a dare il meglio nel minor tempo possibile, ad essere decisa e sintetica.
Intanto gli anni passavano e dopo Sara, sono arrivati Sofia e Mattia.

Conciliare lavoro e famiglia non è stato per niente facile!
Poi quando tutto sembrava perfetto, i ragazzi erano più grandi e io avevo un ruolo che mi lasciava più libertà, l’agenzia è fallita e io mi sono trovata a 40 anni a chiedermi e adesso, cosa faccio?

Non nascondo che ho anche pensato di cambiare completamente direzione, poi ho capito che la passione per il mio lavoro era troppo grande e mi sono inventata Michilab, il mio laboratorio creativo, nato proprio per aiutare le donne a rappresentare al meglio il loro business in rosa!
Michilab mi ha dato grandi soddisfazioni, mi ha fatto crescere insieme ai miei figli, mi ha insegnato che non si deve mai smettere di credere ai propri sogni e mi ha fatto capire che il mondo è fatto di mille sfumature. Continua a sognare a colori anche tu!”
Michela
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🌼

Grazie Michela!

Silvia – Assistente Virtuale

Ciao, sono Silvia e ho deciso di fare un lavoro in linea con ciò che sono io e ciò che credo sia importante.

Un lavoro che rispecchi i miei valori che sono la gestione del proprio tempo e il vivere una vita in cui ti riconosci ovvero l’assistente virtuale.

Dopo una laurea in economia, un anno a Londra per provare a cambiare e poi lo stesso, anni di insoddisfazione come dipendente in ambito amministrativo, ho trovato finalmente il coraggio di provare a cambiare una situazione che mi stava logorando dentro.

Il contratto nell’ ultima azienda dove ho lavorato scadeva.

Ho avuto mille dubbi e paure ad abbandonare quel posto nonostante fosse abbastanza chiaro che fosse la cosa giusta.

Avevo paura.

Ma questa paura non mi ha paralizzata anzi la paura di non seguire il mio cuore e ciò che sentivo giusto per me mi ha dato la spinta. Insomma avevo più paura di restare come stavo che fare il salto nel buio.

E così ho saltato.

Una cara amica rimasta impressionata dalla mia passione per i siti web, dalla mia organizzazione e dal mio buon uso del pc mi disse che aveva trovato la professione adatta a me: l’assistente virtuale.

Così nel momento in cui stavo pensando di abbandonare l’azienda mi tornò in mente.

Pochi giorni dopo mi iscrissi al corso e più studiavo le materie e più mi appassionavo e più vedevo come si svolgeva la vita indipendente di quelle che erano già assistenti Virtuali e più mi era chiaro che anche io volevo avere quella libertà di orari, di tempo ecc. per sentirmi davvero appagata nel mio lavoro. Così mi sono rimboccata le maniche ho passato l’esame e creato i miei servizi e il sito.

Mentre plasmavo questa mia creatura sentivo sempre più forte dentro me un qualcosa che mi diceva che ce l’avrei fatta,che non c erano alternative.

E così è stato.

Emma – Associazione Radici E Ali

Mi piace scrivere, ma non amo parlare di me. Sono contenta, però, di contribuire a questa rubrica con la mia esperienza. Sono Emma, quarantun anni, moglie e mamma di una bellissima bambina.
Dopo un impegnativo percorso scolastico, culminato con una Laurea Magistrale a pieni voti in Scienze della Formazione, ho intrapreso la carriera di insegnante ed educatrice presso varie realtà scolastiche ed enti di formazione. Una grande ambizione mi ha portato a seguire ancora corsi di aggiornamento per essere sempre più formata e preparata nel mio lavoro. Molte ore fuori casa, molto tempo speso a correre tra un impegno e l’altro, tanta stanchezza, ma anche la soddisfazione di fare un lavoro che amavo e che riempiva gran parte del mio tempo.
Poi, finalmente, si realizza il progetto personale di diventare mamma e li, cominciano i primi ripensamenti sulla gestione del mio tempo. Tutte quelle ore fuori casa, sacrificando un piccolo essere che lasciavo col cuore in gola ogni volta che, dovevo uscire.

Valeva così tanto quel mio tempo speso al lavoro? E soprattutto, mi dava ancora la stessa gioia?

Ovviamente, non ho potuto contare su una riduzione d’orario.
Matura in me l’idea che fossero cambiate le mie priorità e che il mio tempo di lavoro dovesse essere adeguato a quell’importante cambiamento nella mia vita, che la mia serenità di persona venisse prima di tutto e passasse dalla serenità di conciliare l’ambizione lavorativa con il desiderio di crescere la mia bambina.
L’occasione arriva tramite un’associazione che mi permette di lavorare in diversi ambiti, per poche ore al giorno. In pochi anni ho la fortuna di confrontarmi e crescere in diversi ambienti educativi, formativi e sociali (scuola, comunità, carcere…). Io crescevo, imparavo, condividevo il mio lavoro in un ambiente stimolante e contemporaneamente dedicavo il mio tempo di mamma in modo soddisfacente e felice.
Purtroppo anche questa bella esperienza si è dovuta concludere dopo pochi anni e mi sono ritrovata a casa, senza lavoro.
Inutile spiegare il senso di smarrimento, di sgomento, di sconfitta che ho provato.

Da alcune persone a me vicine, mi viene proposto di aprire un’associazione, per riutilizzare il sapere acquisito e per fare di quel momento di crisi, un’opportunità.
Non avevo nulla da perdere e ho accettato la sfida.

Nel 2013 ho fondato una nuova associazione di promozione Sociale, l’Associazione Radici e Ali; da subito, io e gli altri soci, siamo partiti con progetti di prevenzione, formazione e sostegno alle famiglie e ai minori.
Qualche vento a nostro favore, qualche intoppo sul cammino, qualcuno che si è perso per strada, qualcun altro che si è inserito strada facendo, molti che hanno creduto in noi, molti che non ci credono ancora.
Ad oggi, la nostra Associazione, conta più di cento soci, è attiva sul territorio torinese e nelle scuole di Torino e provincia, è una piccola realtà ma ben consolidata, con una sede attiva e un’altra in preparazione. Ad oggi, è il nostro lavoro, è il sogno e il progetto mio e di altre donne che come me hanno scommesso su loro stesse, si sono riprese il loro tempo di donne e mamme e hanno conciliato l’ambizione lavorativa con la voglia di condividere questa avventura con le proprie famiglie.
Il lavoro è il frutto della competenza e non solo di un sacrificio di tempo. Avere la fortuna di poter seguire i propri sogni, ci rende forse meno ricchi materialmente (o almeno in onestà, noi non siamo diventate ricche con la nostra realtà) ma ci mette alla prova ogni giorno, sapendo che per poter proporre un progetto credibile dobbiamo prima di tutto credere in noi stesse e nelle nostre idee, non smettere mai di crescere e imparare e accettare le piccole sconfitte come prove per rinascere e migliorare ogni giorno, come donne, come mamme e prima di tutto come persone.

Eliana Santin – operatrice olistica, pittrice, arteterapeuta in formazione, ideatrice del metodo
C.R.E.A.R.S.I.

Eliana Santin, operatrice olistica, pittrice, arteterapeuta in formazione, ideatrice del metodo
C.R.E.A.R.S.I., attraverso il quale aiuto le donne a ritrovare il loro potere personale, l’intuizione e la
creatività. Tutto ciò che blocca, che fa paura, è un trampolino di lancio per scoprire nuove parti di
se fino ad ora sconosciute e poco valorizzate.
Ho deciso di diventare operatrice olistica e poi di sperimentare e creare dei percorsi creativi che
comprendono manualità, visualizzazioni creative e crescita personale, prima di tutto partendo da
un desiderio della mia anima di riallinearmi al mio vero scopo qui su questa terra.
Ho riscoperto la mia autenticità, il mio valore e un mondo di possibilità grazie al grande e costante
lavoro su me stessa. Sono passata attraverso un periodo difficoltoso che ha messo alla prova il mio
corpo, la mia mente e il mio spirito, i quali sono collegati da un sottile e invisibile filo. Quando si
inizia a lavorare su di se, le parti in ombra vengono a galla appunto perché aumenta la luce, quella
luce che ti permette di essere te stessa e scoprire un passo per volta chi sei veramente e l’enorme
potenziale che dimora dentro di te.
Le maggiori difficoltà le ho incontrate nella mia mente e pian piano ho abbattuto quei muri che
non mi permettevano di agire e andare oltre, ovvero superare i miei limiti. La vita ti mette di
fronte a delle prove e una cosa che mi sento di affermare è questa: “Arrivano a te delle difficoltà
che puoi superare, altrimenti non si presenterebbero. Se si palesano, significa che dentro di te ci
sono le risorse per affrontarle.” Io sprono sempre ad avere fiducia, essere determinate e quando si percepisce il bisogno di
ricaricarsi consiglio di lasciare andare. Come? Fermandosi, chiudendo gli occhi, respirando e
ripetendosi: “Va tutto bene. Accolgo questi momenti, ho la forza per farlo, sono come l’acqua, mi
modello nella mia esperienza di vita.” Per consigli e curiosità mi trovi qui:
www.elianasantin.it
Su Instagram: elianasantincrearsi
Su Facebook: Crearsi – Eliana Santin

Crearsi – Eliana Santin

Silvia Pagliarini – Essential Coach

Mi chiamo Silvia, ho 39 anni.Ho due bambine: Elettra Freya di 4 anni e Medea Demetra di 2.
Come – purtroppo – troppe volte accade, la mia prima gravidanza ha segnato la fine della mia carriera lavorativa. Beh, oddio, “carriera” è un parolone: ero un’impiegata, sottopagata, fermamente convinta di non avere ricevuto in dono da Madre Natura alcun tipo di aspirazione relativamente al lavoro.
Passo due anni a casa, a godermi una gravidanza splendida ed una bambina altrettanto meravigliosa – tutto bellissimo e fortemente voluto, certo, ma non posso negare che il mio cervello stesse boccheggiando in cerca di ossigeno. Zittisco momentaneamente quel bisogno con una seconda gravidanza, un trasloco, un’altra bambina… ma quel bisogno torna a galla, raddoppiato. Avevo bisogno di nuove sfide, di studiare materie nuove, di attivare i neuroni. Volevo rimettermi in gioco, non tanto per un bisogno economico, ma proprio per un bisogno mio, personale.
Certo, donna di quasi 40 anni con due bimbe piccolissime: FACILISSIMO trovare lavoro in una qualsiasi azienda! Mi imbatto nel post su Facebook di una business/life coach australiana che seguivo da anni e che parla di come gli oli essenziali fossero entrati nella sua vita, trasformandola. Inizio ad informarmi, a leggere tutto quello che riuscivo a trovare online… e passo settimane così. Era il 2017. Quell’anno la mia “parola dell’anno”, un giochino che faccio sempre all’inizio di ogni anno, era “intuizione”. E l’intuizione mi stava URLANDO che avevo trovato qualcosa che per me sarebbe diventato importantissimo.
Avevo un solo (enorme) blocco: gli oli essenziali che volevo acquistare venivano distribuiti tramite network marketing #percaritàdiddio.
Con la conoscenza ho distrutto il muro di pregiudizi che mi stava separando dal mio sogno.
Ho comprato le mie prime boccette di oli essenziali.E prima ancora di annusarne una ho deciso che avrei provato a lavorarci – anche se questo mi spaventava un sacco! Dovevo studiare molto, uscire di km dalla mia comfort zone.
E’ da un anno che lavoro con l’azienda che ho scelto.E’ stata una sfida enorme per me, ma mi sono fidata della mia intuizione !
SILVIA

Laura Zezza – Caià Bijoux in carta

Ed ecco la nostra nuova Protagonista
CAIA’ BIJOUX IN CARTA

Mi presento: sono Laura Zezza, creatrice del brand Caià bijoux in carta, ho 45 anni, sono mamma di una fantastica bambina di 6 anni, e sono residente a Settimo Milanese.
Il mio percorso di studi ad indirizzo tecnico/lingue mi ha portata a lavorare per diversi anni come impiegata commerciale, dopodiché nel settembre 2011 ho scoperto di essere incinta e, in contemporanea, ho perso il lavoro che avevo appena trovato, proprio “a causa” della gravidanza!
Durante i mesi in cui sono rimasta a casa, per puro caso mi sono imbattuta in una trasmissione dove si parlava di bijoux realizzati con la carta, la cosa lì per lì mi ha talmente divertita che per un po’ di tempo ho sfornato collanine per tutte le amiche!
Dopo la nascita di Matilde, ovviamente questo svago è stato messo nel dimenticatoio, e l’ho ripreso dopo che la piccola ha cominciato ad andare al nido, a 18 mesi.
In tutto il periodo, ho continuato a mandare curriculum a tutto spiano, convinta che non sarebbe stato difficile trovare un nuovo impiego! Invece purtroppo mi sono dovuta scontrare con una realtà molto diversa: durante i pochi colloqui che riuscivo a sostenere, appena sentivano parlare di bambina, cominciavano a farmi domande imbarazzanti. con il risultato che tornavo a casa sfiduciata.
Insomma, dopo un bel po’ di tempo trascorso a rispondere a candidature, ho ricominciato a realizzare bijoux con la carta.
I primi tempi riuscivo a farlo solo la sera, dopo aver addormentato la piccola, successivamente, quando Matilde ha cominciato ad andare alla scuola materna, ho cominciato a dedicarci più tempo!
Dopo circa due anni che mi dividevo tra la ricerca attiva di un lavoro stabile e dipendente, e la creazione di gioielli, ho cominciato a chiedermi che cosa volevo realmente fare, dato che a poco a poco mi stavo facendo conoscere.
Il problema principale era che io in primis non ero convinta di cosa fosse meglio, non per me ovviamente, ma per la famiglia, perché a conti fatti purtroppo non riuscivo a contribuire molto nel mènage. Tutto questo ha generato in me molta confusione, insicurezza e frustrazione perché ,anche se dentro di me avevo già deciso da tempo che il mio mondo e la mia passione erano i gioielli con la carta, non avevo il coraggio di “urlarlo” né a me stessa, né tantomeno al mondo intero, perché mi sembrava quasi “un lusso” poter decidere che lavoro fare, in un periodo difficile come questo che stiamo vivendo!
Oltretutto per molto tempo molte persone hanno pensato che per me fosse solo un hobby, quasi un gioco, come se il fatto di svolgere un’attività appassionante ed appagante, non potesse essere un vero lavoro!
Alla fine ho convinto me stessa (e anche gli altri) che sto facendo sul serio, che credo in quello che faccio, e che sono certa che il tempo mi darà ragione!
Spendo qualche riga per raccontarvi il mio lavoro/passione:
I miei gioielli sono generalmente realizzati utilizzando solo carta, riciclata e non, anche se amo combinare pietre dure, resine, o metalli poveri, non a caso recentemente mi sono iscritta ad un corso di oreficeria, perché mi incuriosiva l’idea di abbinare metalli, non necessariamente preziosi, alla carta, per creare gioielli rivolti a giovani donne e donne che desiderano valorizzare la propria femminilità e la propria persona con monili unici, estrosi ed ecosostenibili.
Partecipo spesso ad eventi e market dedicati all’handmade, durante i quali organizzo workshop dove spiego come realizzare le perle di carta, e successivamente aiuto a creare bijoux, ed inoltre ho uno shop online.
caiashop1973@gmail.com
Shop on line: caiapaperjewels.etsy.com
FB e Instagram: Caia bijoux in carta
@caia_bijouxincarta

Martina Gregori – S.O.S Tata Martina

CON IMMENSO PIACERE VI PRESENTO…..

Martina Gregori,
Tata/Puericultrice di professione.
Fondatrice di S.O.S. Tata Martina.

Ho 27 anni e sono di origine Veneta,mi occupo di bambini da 7 anni, ma la mia passione per i bambini non so nemmeno a quando risalga credo di averla sempre avuta.

Un anno fa esattamente il 18 settembre 2017 in seguito a delle richieste di aiuto di alcune mamme, ho deciso di creare una pagina professionale su Instagram mettendo a disposizione delle mamme che mi contattavano le mie competenze.
Il progetto era grande nella mia testa, ma io ero alle prime armi sul web, così piano piano e senza troppe pretese ho iniziato a condividere consigli, strategie educative e tutte le attività che quotidianamente svolgevo con tutti i bimbi che seguivo e seguo a domicilio.
In questo modo mi sono fatta conoscere per quello che ero realmente senza però impormi.
Le consulenze e l’approvazione di tante mamme di tutta Italia non hanno tardato ad arrivare.
Mi sono convinta che il servizio che stavo proponendo era un’ iniziativa utile e sopratutto tanto apprezzata dalle Neo mamme in difficoltà.
Le collaborazioni con realtà più strutturate della mia hanno iniziato a fioccare, dandomi l’opportunità di farmi conoscere sempre più sul territorio nazionale.
Non potete capire la soddisfazione e l’orgoglio che ho provato!
Da Tata di provincia a diventare Tata web conosciuta in tutta Italia.
Ancora non ci credo mi sembra tutto un sogno!
Ma sta capitando ed è tutto reale, ovviamete portando con se anche delle difficoltà e delle paure non indifferenti.
Gestire consulenze, collaborazioni, video, lavoro a domicilio e 6 bambini tutti i giorni non era e non è tutt’ora facile e mi richiede parecchio sacrificio.
Farsi spazio on line è complicato… in più se pensiamo che io nasco insicura cronica il tutto prende una piega più tragica.
Ecco perché ad un certo punto quando tutto il mio progetto stava diventando qualcosa di così serio, ho chiesto aiuto ad una business coach che mi ha aiutata nella gestione del progetto facendomi trovare la giusta motivazione e organizzazione.
Un consiglio che forse vi sentirete dire spesso, ma non è per nulla banale e quello di coltivare e realizzare sempre i vostri sogni, anche quelli che vi possono sembrare banali, inutili o sciocchi perché cosi non sono.
Anche a me l’idea di mettermi sul web mi sembrava irrealizzabile e assurda e se non avessi ascoltato il mio compagno che è stato il maggior sostenitore di Tata Martina a quest’ora non sarei qui a scrivere in questa rubrica .😊
Credete sempre in voi stesse e assecondate il vostro istinto e la vostra passione.
Parola di Tata Martina che ha aperto il cassetto dei sogni un anno fa é ancora non ha intenzione di chiuderlo.

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